MINESTRONE IN TAVOLA

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Come arriva il freddo ecco che il minestrone diventa uno dei principali piatti della mia dieta, assieme a tutte le altre vellutate e passate. L’idea di rientrare in casa, svestirmi, lavarmi e di mettermi a cucinare non è che mi allieti moltissimo ma se si tratta del minestrone sì, perché è facile e una volta pronto sa essere un piatto molto versatile.

Preparare il minestrone poi, per me significa un po’ anche sognare ad occhi aperti di quando forse con un po’ di fortuna in un futuro me ne starò a cucinarlo nella mia bella casina in piena campagna mentre ascolto Sam Smith e il fuoco scoppietta nel focolare. Fitzy, il mio grosso ma tontolone Weimaraner sotto al tavolo che sonnecchia e una montagna di lavoro ancora da finire sopra.

Tralasciando i miei voli pindarici, il minestrone è un piatto che mi riscalda il cuore per questo preferisco farlo invece di comprarlo. Gli ingredienti sono tutte le verdure che si possono trovare in qualsiasi orto della nonna: patate, fagioli, carote, piselli, fagiolini, fave, zucche, zucchine e molte altre ancora. È necessario pulire ogni verdura come questa vi richiede, tagliarla a fettine o a cubetti e riporle in una pentola. Aggiungere dell’acqua, un cucchiaio di brodo vegetale, porro, sale, prezzemolo, olio extravergine di oliva, pepe nero e due foglie di alloro. Mescolate ripetutamente le verdure e cuocete il minestrone a fuoco basso per circa 90 minuti coprendo la pentola con un coperchio. Mescolate, di tanto in tanto, e assaggiate per regolare di sale.

Per un piatto dal gusto più delicato è possibile evitare di aggiunger il brodo e per un piatto curato è molto importante la pulizia della verdure: verdure tagliate male o non pulite come si deve non sono di buon gusto sia che dobbiate gustarlo da soli o in compagnia.

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La versatilità del minestrone sta nei suoi molteplici accostamenti. Potete infatti aggiungerci della minestra, del riso, del farro; farlo scolare dal suo brodo e stenderlo su delle grosse fette di pane abbrustolite o aggiungere quest’ultime direttamente nel brodo caldo.

Sta benissimo sia con il con parmigiano che con un qualsiasi pecorino ed il vino migliore da abbinarci dovrebbe avere una spiccata delicatezza, magari un buon bianco giovane, che il più delle volte si presenta meno corposo del rosso e dovrebbe essere poco alcolico e dall’alto grado di acidità così da creare contrasto con la dolcezza delle verdure.

 

Bon appétit !

 

CAVALLO DI FRISIA

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Il termine Cavallo di Frisia viene dal mondo militare, nel quale indica una struttura mobile costituita da una specie di cavalletto su cui si avvolge del filo spinato, usata come sbarramento all’avanzata dei nemici. Era particolarmente efficace contro la cavalleria, in quanto terrorizzava gli animali, che s’impennavano e si sbandavano. Si chiama così perché fu utilizzata per la prima volta in Frisia dagli Spagnoli, verso la fine del 1500.

La terminologia viene quindi usata per indicare un ostacolo, una barriera o un impedimento e mi piace pensare di poter essere come un cavallo di Frisia anche io, che impedisco a chiunque o a qualunque cosa di ferirmi. Ovvio però che è necessario attrezzarsi, ragion per cui ho stilato una lista di cose ragionevolmente ( come no ) utili a riguardo:

  1. Coprirsi ed essere ben caldi è importante, specialmente per rimanere a sangue freddo poi. Ralph Lauren quest’anno ci ha onorato di un maglione che fa proprio al caso nostro. C’e il modello sia da donna che da bambina, per chi, come me, veste una taglia in meno.
  2. Essere in tempo è tanto importante come saper restare al tempo, con questo significa che bisognerebbe imparare a farsi scivolare le cose di dosso e una volta che un qualche episodio è passato… beh è passato! meglio avere il coraggio di chiudere in maniera definitiva delle porte che tenerle inutilmente socchiuse. Andare avanti, stare al passo con il tempo che stiamo vivendo è forse la chiave di violino. È ovviamente qualcosa che parte da noi e che dobbiamo avere il coraggio di affrontare ma un piccolo incoraggiamento materiale non ci sta poi cosi male, per questo il Daniel Wellington con il cinturino in rete oro rosato può essere perfetto e rendere ancora più prezioso il nostro tempo.
  3. Esattamente come è opportuno rimanere al caldo, altrettanto lo è essere ben muniti delle giuste scarpe per allontanarsi il più velocemente possibile da ciò che non ci fa stare bene. Queste sono un modello da bambina ma zara quest’anno ha optato per dei modelli da donna molto molto simili. Se poi pensiamo di voler rimanere più sul classico allora le comodissime Blundstone sono sempre una certezza.
  4. Nessuno di noi si allontana senza lasciare qualcosa dietro, tanto vale che sia il vostro profumo: il mio preferito è questo della Burberry
  5.  Guardandosi avanti è opportuno cercare di illuminare con pensieri positivi la nostra nuova strada ma anche per abbagliare chi ci vuole ostacolare. Degli orecchini belli sgargianti come quelli di H&M o come quelli in foto, secondo me sono perfetti!
  6. Infine ma non meno importate un’ottima borsetta alla Mary Poppins

AU REVOIR, OTTOBRE!

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Tutte le immagini sono di Pinterest

Non so come sia potuto succedere che da fine agosto si sia arrivati addirittura a novembre ma, in ogni caso eccoci qua.

Ottobre è stato un mese molto intenso, specialmente per Alessio e ora che Novembre è finalmente dei nostri non sappiamo davvero cosa aspettarci. Fin dai primi giorni di Ottobre, Ale è stato molto impegnato sia con il lavoro alla mattina sia con le lezioni di pomeriggio mentre io stavo preparando un esame integrativo. A metà mese poi c’è stato lo stage con Davide Brambilla , il compleanno della piccola nipotina di Ale, le gare e l’inaugurazione del nuovissimo centro estatico di sua sorella.

Il centro si trova in Via delle Sorgenti, 15 ad Asciano in provincia di Pisa, se avete modo fateci un salto, è davvero molto bello!

Ora che il mese di Ottobre è al termine io devo fare i conti con l’università e poi forse per Halloween ci riposeremo un pochino. Il programma come vi avevo già accennato (qui) sarà molto semplice: preparare Jack e sistemate tutto per la nostra apericena a base di muffin salati, formaggi, marmellate, uva e stuzzichini godendoci una calda serata avvolti tra le coperte a guardarci Sabrina, il nuovo sadico ed esilarante telefilm ideato da Greg Berlanti e prodotto per Netflix.

Per quanto riguarda Novembre, tutto è ancora da scoprire. L’unica cosa certa è un altro mio imminente esame, il corso a scelta che continuo a seguire fino alla prima parte dell’anno, il lavoro incessante di Ale e il tempo che si prospetta piovoso, frigido e poco invitante. Adoro questo tempo, e non mi importa quanto mi bagno o il freddo che sento, tutto viene sempre ripagato da una bollente tazza di tea!

A proposito di tea, vado a farmene un’altra tazza mentre pubblico questo post e ricomincio a studiare!

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HALLOWEEN TEA PARTY

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Halloween è decisamente la mia festa preferita, dopo il Natale.

Credo che il mio folle amore per Halloween sia nato con  Harry Potter cioè circa all’età di sette anni e che piano, piano sia maturato insieme a me. È con l’età infatti che ho preso coscienza di quale aspetti di questa festività facessero per me e quali no. Come potrete immaginare la confusione, la goliardia non rientrano nei miei canoni di festività ma dolcetti, piccole angherie (si beh, sono un tipo assai dispettoso), decorazioni varie sono esattamente la mia perfetta tea cup.

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Come ogni festività è per me sinonimo di dolcetto, ecco qui la mia versione mostruosa. Niente di speciale o di particolarmente difficile da fare ma semplicemente la mia adorata pasta frolla, crema al cioccolato rigorosamente Pernigotti e qualche pallina di zucchero da decorazione. Come tutti i dolci di pasta frolla, anche questi sono stati cotti in forno statico a 180 gradi per 15 min.

 

Quest’anno come su Instagram avevo già anticipato, per me e Ale sarà un comodo e dolce Halloween dettato da coperte belle calde, prosecco tattico e film a tema.

Spero che il vostro sia mostruosamente bello come si prospetta il nostro!

7 CLASSICI NEL MIO COMODINO PER QUEST’INVERNO

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Ad essere sincera, leggere ultimamente mi risulta molto faticoso e per me non lo è mai stato. Probabile sia solo un riflesso a ciò che emotivamente sto vivendo in questo periodo ma spero passi.

In ogni caso, per motivarmi ho trovato una lista dei libri, stilata dalla BBC qualche anno fa, nella quale si elencano 100 libri che andrebbero letti almeno una volta nella vita… Aldilà del fatto che considero personalmente la lista un po’ incompleta, ho comunque voluto selezionare sei capolavori presenti nella lista che mi piacerebbe leggere e condividere con voi.

LISTA 100 LIBRI DA LEGGERE PRIMA DI MORIRE

Ho già selezionato quelli che ho già letto e per il momento sono a quota 34/100.

I 7 che invece vorrei leggere e condividere con voi sono:

  1. Il Vecchio e il Mare – Ernest Hemingway
  2. Moby Dick – Herman Melville
  3. Oliver Twist – Charles Dickens
  4. Dracula – Bram Stoker
  5.  La fabbrica di cioccolato – Roald Dahl
  6. Canto di Natale – Charles Dickens
  7. Cento Anni di Solitudine – Gabriel Garcia Marquez

 

C’è tra di voi qualcuno che ha già letto qualche libro di questi sette o presente nella lista stilata della BBC che me ne consiglia vivamente la lettura? Ma sopratutto c’e qualcuno di voi a cui piacerebbe leggere con me questi libri e confrontarsi durante la lettura?

DOLCETTI PER CAVALLI

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Era da molto da un po’ di tempo a questa parte che volevo provare a fare dei stuzzichini golosi per Dream e finalmente questa mattina sono riuscita a ritagliarmi un po’ di spazio per cimentarmi nell’impresa.

In realtà è stato molto più facile di quello che mi immaginavo e il risultato è stato ottimo.

Ingredienti :

  • 90 g di cereali Kellog’s
  • 100 g di farina di avena
  • 1 cucchiaino di sale
  • 1 cucchiaino di zucchero
  • 2 cucchiaini di olio di semi
  • 80 g di miele
  • 1 mela a tocchetti

Procedimento:

Unire prima i cereali, la farina, zucchero e sale poi aggiungere l’olio e il miele. Amalgamare il tutto e formare delle palline da disporre sulla teglia. Infornare a 180 gradi per 15-20 minuti.

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Il risultato non è solo piaciuto Dream ma ce li siamo sgranocchiati anche io ed Ale accompagnandoli ad una bella tazza di tea in mano.

 

 

8 PICCOLI MODI PER ESSERE MENO STRESSATI

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Ad essere sincera per essere felice o per lo meno per non odiare intere giornate, come quelle che sto vivendo al momento, a me basta vedere Dream nel fine settimane o sentire anche solo Alessio al telefono. Grazie a loro capisco perché insisto nel fra certe cose, come per esempio cercare una laurea che sembra proprio non arrivare mai più.

Tralasciando questo streaming of consciousness come prologo, questi di seguito sono i miei 8 modi per non perdere le staffe.

  1. RIPOSO.  Vado a dormire quando sono stanca. Anche se ho mille cose ancora da fare o da finire, semplicemente ad una certa, dopo tutta la giornata che ho avuto davanti, mi dico BASTA. Chiudo tutto, mi lavo, mi metto il pigiama e quello che è stato di quel giorno non ci penso più.
  2. FARE CONTENTO ANCHE CHI HO ACCANTO. Anche se non ho tempo neanche per fare la pipì, cerco sempre di sforzarmi per accontentare nelle piccole cose le persone a cui voglio bene: aiuto mamma a sistemare casa, vengo incontro anche agli impegni di Alessio e cose così. Vedere loro che mi ringraziano e che sono sinceramente grati che io li abbia aiutati mi risolleva il morale e mi aiuta a pensare che non importa quanto ancora la mia strada sarà lunga purché possa esserci anche qualche sosta per questI piccoli momenti speciali.
  3. ESSERE SEMPRE IL PROPRIO BOSS. C’era tempo fa una frase che mi ripetevo sempre quando qualcuno mi accusava di essere troppo maniaca dell’organizzazione: I’m not bossy, I’m just the boss. Forse il mio è un po’ un problema cronico che mi causa anche molta ansia ma in realtà rimanere organizzati e motivati credo possa considerarsi una specie un dono. Personalmente sono tanto brava ad organizzarmi come pessima a motivarmi ma con il tempo sono migliorata e per lo meno ora, quando riesco in qualcosa mi concedo almeno un riposino.
  4. BLESS, ALWAYS. Spesso capita che io abbia problemi a non dormire; un tempo contavo le pecore ora invece cerco di concentrami in quei momenti vissuti in cui sono stata felice. Per esempio, due notti fa non riuscivo a dormire ma dopo aver ripensato ai giorni passati con Dream da sola e ai nostri bagni estivi, prima che Ale ritornasse da Siena, mi sono rilassata e infine addormentata.
  5. SVEGLIA. Anche se ho sempre avuto problemi nel dormire, non ho mai avuto problemi nell’alzarmi al mattino eccetto il primo giorno di ciclo. Ultimamente però ho notato che mettendo la sveglia non troppo presto ma cercando una via di mezzo tra i miei impegni e la mia necessità di riposo, mi sveglio più rilassata e motivata di iniziare la giornata. Credo quindi sia importante scegliere la giusta ora per alzarci ma soprattutto credo sia fondamentale non rimandare: una volta trovata l’ora giusta, a quell’ora ci si deve alzare.
  6. SOCIAL DETOX. Studio tutto il giorno con il computer, ho un blog che tengo a coltivare per personale interesse e il mio cellulare vibra molto molto spesso. Tutta la mia giornata è basata su social, programmi di notes, enciclopedie online, iscrizione ad esami, aggiornamenti vari e foto postate; in più si aggiungono le chiamate e i messaggi. C’è stato un periodo che ero diventata assai suscettibile poi mi sono data una regolata: dalle 14.00-15.00 di ogni giorno, non uso nessun mezzo di comunicazione o tutto ciò che sia elettronico. Per il fine settimana invece mi concedo Instagram o il blog giusto perché alla fine mi piace ma cerco in ogni modo di stare fuori, all’aria aperta e sono severamente vietati i libri.
  7. RIMANERE SOLA. In realtà isolarmi é sempre stata una necessità per me e ne ho sempre gioito dei risultati. Un’ora da sola per le strade, in giro per negozi o a correre aiuta a staccare dal mondo e dai nostri problemi.
  8. PIANGERE. È certamente vero che irrompere in un fiume di lacrime non ha mai risolto niente ma spesso quando la situazione è critica e le cose sembrano non risolversi piangere aiuta. Giusto un momento che può durare una gocciolina data dal nervoso e dalla stanchezza o proprio una valle di lacrime di ben 10 minuti netti. Piangere é importante secondo me e ancora più importante lo é smettere: non si ha tempo per continuare all’infinto, dobbiamo risolvere la faccenda prima che sia decisamente troppo tardi.