IDEE PER SENTIRSI IN VACANZA A CASA

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A tutti piacerebbe godersi l’intera estate fuori al mare o magari in aperta campagna con una bella piscina a nostra disposizione o ancora al fresco in montagna, ma spesso l’estate non è esattamente sinonimo di #summervibes all’Instagram maniera, e ognuno di noi – eccetto qualche fuga nel fine settimana – ha i suoi impegni universitari o lavorativi. Ecco allora che inizia la sindrome dell’instagrammer incallito, categoria di cui io faccio già ampiamente parte da anni ormai, che si ritrova a scorrere la bacheca dei propri contatti sognando quei momenti impressi nelle foto degli altri e chiedendosi perché tu qui e loro li. Dopo un cospicuo tempo perso sognando ad occhi aperti una villa negli Hamptons e il vestito che avrei potuto indossare alla partita di polo del fine settimana, sono tornata in me e guardandomi intorno ho deciso fosse il caso di far qualcosa. C’é un detto che recita: se non è Maometto che va dalla montagna, è la montagna che va da Maometto.

Detto fatto:

  • FIORI : riempire la casa di fiori, non importa come e non importa dove ma semplicemente falla diventare una serra. I fiori danno un senso freschezza e aiutano a dare un senso di gratitudine per chi entra in quella stanza. Cercate di dare un senso al fiore che si è scelto, coordinandolo con l’atmosfera che si vuole creare, la sensazione o il messaggio.  I fiori estivi per eccellenza sono le rose rosa o bianche, le poesie, il gladiolo o anche amaryllis belladonna.
  • RINNOVA QUALCOSA: a me personalmente fa sentire bene cambiare il letto con colori chiari. Un bel lenzuolo fresco, gli asciugamani che sanno di lavanda, un sapone all’odore di Marsiglia, una pianta di menta in balcone ect..
  • DECORARE IL TERRAZZO IN MODO TATTICO: nessuno pretende che trasformiate il vostro terrazzo in un open living dove trasferirvi nei mesi estivi ma spesso, se avete la possibilità di mettere un tendone per ripararvi da vicini curiosi, basta un tavolino, una pianta e una sedia per farvi lavorare in maniera diversa godendovi allo stesso tempo il cantare delle cicale
  • CAMBIARE UN PO’ LA ROUTINE: cambiare il genere di colazione o posticipare anche solo di 15 minuti la sveglia vi farà sentire in vacanza anche se la realtà dei fatti è che la scrivania vi aspetta in ogni caso. O svegliarsi addirittura prima per andare a fare una corsetta mattutina per liberare le cattive tossine dettate più dalla bile per le vacanze altrui che dalla cattiva alimentazione. Non importa cosa decidiate di cambiare ma spesso, cambiando qualcosa si cambia anche noi.
  • BERE BEVANDE FRESCHE: Bere non fa solo bene alla salute ma d’estate una buona bevanda fresca con degli stuzzichini fa subito aperitivo o merenda. Allora è semplice: acqua, spremuta, chinotto, coca cola con ghiaccio, cannuccia e noccioline. Nel caso di studenti, è sempre possibile condividere le pene degli esami insieme: mal comune, mezzo gaudio!

AMOR PROPRIO

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Gli impegni sono alle stelle e la mia ansia potrebbe essere usata come energia alternativa; spesso quando sono al telefono con Alessio sono molto nervosa e solo a fine della chiamata mi rendo conto di quanto poco trattabile io sia stata. In più ogni volta che mi mi sdraio nel letto un senso di vuoto e di angoscia mi pervade non permettendomi di dormire anche se, stanca come sono, vorrei tanto. Mantenere un self control per me non é mai stato facile, perché sebbene in apparenza io appaia molto serena, dentro mi logoro fino a star male. In più, riuscire a rimanere calmi in certi periodi è molto difficile, come  altrettanto difficile è trovare un modo per allontanare la tensione in qualsiasi modo. Cercando online ho trovato dei consigli che mi stanno aiutando e che mi piacerebbe condividere:

  • IMPEGNARSI PER CONCLUDERE UN IMPEGNO ALLA VOLTA

Spesso, quando si hanno tante cose da fare, viene naturale sentirsi sopraffatti e pensare a tutte queste cose messe insieme senza capire come uscirne indenni. Per prima cosa, il primo passo per organizzarsi al meglio – come in tutte le cose – é riconoscere di non essere poi cosi organizzati come si pensava. Accettare di avere tanti pensieri e di non avere la più pallida idea di come organizzarsi é un ottimo modo per fare prima pace con se stessi e poi risolvere la cosa. Come?

  1. fai una lista dei tuoi impegni chiamandola “COSE CHE MI PIACEREBBE FARE” piuttosto di “COSE DA FARE”
  2. di questa lista evidenza gli impegni inderogabili
  3. scrivi accanto le date
  4. scrivi nuovamente la lista in ordine cronologico mettendo data, luogo e ora
  5. focalizzati in un impegno alla volta

 

  •  ELIMINA LO STRESS SUPERFLUO

Oltre al comprensibile stress per gli impegni, andiamo sempre incontro anche a quei piccoli ma logoranti stress giornalieri come un telefono che vibra incessantemente, una linea wifi poco presente, la lavatrice che si rompe prima di una cena o peggio dimenticarsi le chiavi dentro la toppa della porta e vedersi costretti ad entrare in casa propria come ladri ( si, mi sono successe tutte… tutte!). Calm down, respiro profondo e andiamo avanti… come?

  1. se ti piace essere creativa, comprati un bullet journal
  2. dopo cena, fatti una tisana e colora un quaderno anti stress
  3. non perdere tempo a lamentarti di ciò che non funziona ma mettiti come regola che puoi lamentarti solo una volta al giorno, tanto per aiutarti a sfogare
  4. se l’idea ti piace, inizia a fare meditazione. Non porta via molto tempo, in realtà ti basta anche solo 5 min prima di andare a letto
  5. spegni il telefono prima di andare a letto
  6. se vuoi rilassarti in bagno, non portare il telefono ma un libro o un giornale
  7. non usare il telefono o il computer quando mangi

 

  • FOCALIZZATI SUL PRESENTE

È bello essere organizzati e cercare di avere le cose sotto controllo ma spesso a forza di organizzarci ci immaginiamo scenari poco credibili o che comunque non sono reali al momento. Non fatelo, perché é solo un’inutile perdita di tempo e crea aspettative che potrebbero demoralizzarvi invece che aiutarvi. Come?

  1. presta attenzione a ciò che fai e non assentarti
  2. non essere multi task (non troppo almeno)
  3. una volta che sei focalizzato in quel che fai, cerca di notare qualcosa di nuovo riguardo a quella situazione che stai vivendo… anche solo se dovesse trattarsi di far caso a una macchina nuova nella vostra tovaglia!

AVOCADO TOAST

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I corsi universitari sono al termine e in queste mattine tendo a svegliarmi più tardi, un po’ per la stanchezza accumulata, un po’ perché ne ho semplicemente voglia. Quando mi sveglio quindi non sento più il bisogno del latte caldo con giusto qualcosina da sgranocchiare ma piuttosto di qualcosa di energico che mi faccia partire subito in quarta. L’avocado toast, accompagnato al succo di mirtilli, che provo già da un po’ di tempo sembra essere un’ottima alternativa alla mia classica colazione.

L’avocado è chiamato scientificamente Persea americana, è una specie arborea da frutto che appartiene alla famiglia delle Lauracee, originaria del Messico e del Centro America. È famoso per essere ricco di grassi monoinsaturi, vitamine del gruppo B, vitamina K, potassio, vitamina E e vitamina C che lo rendono un ottimo antiossidante, riduzione del rischio cardiovascolare, aumento del senso di sazietà con conseguente perdita di peso e aumento della fertilità.  Per fare un toast all’avocado è molto semplice: per prima cosa metti a tostare una fetta di pane, solitamente io uso quello integrale e nel frattempo prendi un avocado, lo tagli a metà, gli togli la buccia e lo tagli in tante piccole fettine. Una volta pronto il pane ci stendi con il coltello un po’ di Filadelfia, aggiungi l’avocado e condisci con olio, sale e pepe a piacere.

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Anche il succo di mirtillo, sia rosso che nero, contiene anti ossidanti e aiuta il corpo a rimuovere e ad eliminare il grasso accumulato grazie ai suoi acidi organici. Io ne bevo un bicchiere semplice ma potrebbe essere un’ottima alternativa nei prossimi pomeriggi caldi aggiungere dell’acqua gassata con del ghiaccio per ottenere una bevanda rinfrescante e salutare. Il succo di mirtillo si trova nei super mercati, nel reparto bio o parafarmacia, e nelle erboristerie.

 

 

PICCOLI BORGHESI

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Piccoli Borghesi è la storia della famiglia Les Pesnel. Il romanzo si divide in più parti andando cosi a raccontare in ordine cronologico i vari momenti della famiglia, ripercorrendo allo stesso tempo temi socioculturali ed economici che La Rochelle critica della società francese del primo novecento attraverso i suoi personaggi.

Il protagonista del romanzo, almeno nella maggior parte del racconto è Camille, il “giovane borghese”  definizione che lo descrive a trecentosessanta gradi. Camille difatti diventa borghese per necessità: viene da una famiglia aristocratica caduta in disgrazia, il cui unico valore risiede nel nome e, squattrinato, sposa una giovane donna di una famiglia borghese con l’intenzione di usare la sua dote e i soldi del suocero per abilitarsi alla professione di avvocato. Camille è la descrizione perfetta di quell’arrampicatore medio sociale, successore dell’affascinante bell’Ami di Maupassant, che – a differenza di quest’ultimo – non riesce ad integrarsi in quella fascia sociale cosi ispida e cinica, fatta di successi e di soldi, tanto che più si avvicina a fare il salto di qualità più fallisce miseramente. Perde moglie, soldi, autorevolezza nei figli e credibilità, tutte quelle cose che da giovane aveva ardentemente desiderato e poi ottenuto sposando semplicemente la figlia di un ricco borghese. Camille però borghese non è, e non lo sarà mai: non riesce mai a liberarsi del suo primo amore, Rose che incarna per lui tutto ciò che c’è di bello e genuino, non riesce ad essere un uomo d’affari e non riuscirà mai ad essere un buon padre.

La borghesia descritta da La Rochelle è come una meschina fiera della vanità: «Si salutavano e chiacchieravano divisi in piccoli gruppi composti sempre dalle stesse persone. Ogni gruppo a sua volta si osservava a vicenda, facendo paragoni e commenti. L’arroganza e il disprezzo si scontravano a metà strada con l’umiltà e l’invidia. Le vacanze estive servivano a mettere alla prova il rango sociale di ogni famiglia ed erano un’occasione per fare nuove conoscenze, ma nello stesso tempo creavano mille divisioni, dovute alle venti sfumature in cui si divideva la borghesia di allora» e ancora : <<La borghesia ben pensante non ama veder uscire i propri parenti dalla mediocre regolarità, da quel tempio dell’onestà di cui si considera la depositaria e la garante nella società>>

Camille non è l’unico personaggio a non essere felice nelle proprie vesti, in realtà nessun membro della famiglia è realmente felice, semplicemente Camille è l’unico ad essere un pessimo attore per questo spicca tra tutti gli altri.

Dalla meschinità sembra salvarsi alla fine sono la piccola Génevieve, la figlia più piccola, a cui l’autore lascia la narrazione a fine del romanzo che si discosta totalmente da quel teatrino di attori mediocri e decide di diventare un’attrice. Professionista.

 

CARA MAMMA,

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Cara mamma,

ormai alla soglia dei venticinque anni mi sembra di aver bisogno di te più di chiunque altro eppure mi ritrovo ogni giorno sommersa da mille cose da fare senza trovare né il tempo, né l’occasione per farti capire cosa significhi per me averti accanto. Come ogni mattina, quest’oggi, ti sei svegliata e senza aspettarti niente hai dato il solito buongiorno a tutti. Ti sei sistemata e poi ti sei messa a fare le tue faccende. Noi, i figli che abitano ancora in casa e ai quali tu lavi, stiri e sistemi ancor le vite, ti hanno fatto i classici auguri rintanandosi poi dietro le loro agende colme di orari e scadenze come nel mio caso: esami, lavori estivi e tirocinio. Il pensierino a fine serata è arrivato anche per te, sebbene – ammettiamolo pure –  fosse arrangiato all’ultimo e forse non proprio di tuo gradimento. Il tuo sorriso però era impeccabile: sincero, di buon cuore e generoso esattamente come sei stata in questi venticinque anni con me che ancora mi sento solo una bambina ingenua a cui piace giocare a fare la grande. Sono organizzata, ordinata, mi pianifico e cerco sempre di essere puntuale, pulita, corretta eppure non mi sento ancora abbastanza perché la verità è che essere come te è praticamente impossibile. Ti sei sposata da giovane mentre io sono ancora in casa, hai avuto figli mentre io son qui che mi sto chiedendo se l’accettare di fare i campi scuola quest’estate sia stato un errore o meno, hai supportato babbo in innumerevoli situazioni mentre io spesso e volentieri non  riesco neanche a supportare me stessa, figuriamoci qualcun altro… Un possibile paragone suonerebbe ridicolo e imbarazzante (per me) eppure nel mio piccolo mi auguro che un giorno qualcosa in me si accenda, che almeno un briciolo di te si rispecchi in me, anche solo un difetto per poi sentirmi dire, un giorno, dai miei figli con aria imbronciata : << mamma, sei proprio come la nonna!>> E io invece che sorriderò sotto i baffi perché forse non so ancora cosa voglio fare “da grande” ma sono più che cerca di sapere quale genere di persona voglio essere: voglio essere te!

HAPPY MOTHER’S DAY ! 

NOTA & ANNOTA

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Sebbene il mio sia solo un semplice passatempo e non un lavoro, ultimamente ho decisamente trascurato il blog ed è quindi ora di darsi una svegliata. Le cose da fare ultimamente sono state molte, specialmente nell’organizzarmi con gli esami e – come potrete ben immaginare – la mia ansia era alle stelle. In questi ultimi tempi poi,  ci sono stati un po’ di cambiamenti anche se niente di assolutamente rilevante che hanno scombinato la mia routine. Personalmente sono una persona che è molto legata alla sua routine, perciò difficilmente apprezzo subito un cambiamento anche se risulta essere sicuramente positivo. Ciò influisce anche con i miei rapporti con altri facendomi diventare più chiusa e poco incline a condividermi. Vorrete quindi scusarmi per essere stata decisamente poco presente e mi auguro con un minimo di organizzazione di ritornare a condividere quello di cui sono grata. La gratitudine è un aspetto della mia vita che mi piace coltivare più che posso. In realtà non è sempre stato cosi: c’è stato un tempo infatti, non molto lontano, in cui per me “l’erba del vicino era sempre più verde”. Poi ho conosciuto Alessio e il suo modo di vedere, il suo stile di vita mi hanno fatto cambiare idea: non mi manca niente e, in realtà, mi sento molto fortunata di avere quello che ho.

Bando alle ciance ecco la lista, totalmente a caso, delle cose che mi sono piaciute in questi mesi:

  1. Ho rivalutato completamente la mia mini Moleskine : piccola, utile, sempre con me!
  2. Sempre piccola, sempre utile ma alla moda è stata la piccola borsa di paglia di H&M
  3. Pensavo che non li avrei usati più e invece i quattro giorni passati Siena per il compleanno di Dream, sono stati una risorsa: Hunter Boots
  4. Le stagioni dettano legge, sopratutto in fatto di cibo: Francesca Acciardo, oltre ad essere una blogger che ormai seguo da anni, mi ha convertita al #avocadotoast addiction … In più non faccio altro che mangiare fragole su fragole!
  5. Questi quattro giorni a Siena da Ale sono stati molto produttivi: mi sono spupazzata Dream fino all’esaurimento ( il suo, povera! ) , Ale mi ha viziata in modo imbarazzate portandomi sempre a cena fuori e facendomi un regalo anticipato per l’anniversario: pantaloni da equitazione di Cavalleria Toscana  !!! That’s Amore !! ♥
  6. Gli esami si avvicinano in modo spaventoso, le mie penne preferite sono le Faber Castell ball pens 1423 
  7. Libro che sto finendo: Piccoli Borghesi; libro che inizierò subito dopo: Chiamami con il tuo nome
  8. Piccole ritrovamenti, grandi gioie: Rossetto Chanel Rouge Allure 135 Énigmatique dentro la tasca interna di una borsa
  9. Quest’estate aiuterò al maneggio il mio istruttore nei campi estivi, per questo credo che la crema solare  a spray sia la più pratica piuttosto di quella in crema. Sempre Spray è la crema dopo doccia dell’Aveeno. Odio la sensazione di appiccicoso che le creme mi lasciano per questo preferisco sempre quella in Spray.

Per il momento è tutto, alla prossima! 

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10 ANNI DI DREAM

img_8404.jpgIl 6 di maggio è stato il compleanno di Dream e per l’occasione sono andata da Alessio a Siena da giovedì sera a domenica. Per qualche giorno, ho anche io assaporato l’intensa vita di maneggio e non me ne sono assolutamente pentita sebbene la sveglia fosse alle 05.30 e alla sera non rincasavamo prima delle 19.30.

Per l’occasione volevo condividere con voi 10 cose su Dream che forse non tutti sanno, in modo da festeggiare insieme i 10 anni che Dream ha con successo appeso al chiodo:

  1. adora il pane secco
  2. si annoia terribilmente a stare al paddock e dopo non molto chiama per essere rimessa in box
  3. è un ex trottatore, non solo figlia di un trottatore
  4. non h ancora imparato a mangiare l’erba con calma e si sposta da una parte all’altra come un’isterica
  5. se gli stai antipatico, soffia dal naso come se stesse starnutendo ma ovviamente è solo un modo per allontanarti … non si arriva ad una mano piena se si contano le persone che gli vanno genio!
  6. sebbene mi veda molto poco, è estremamente affettuosa con me. Il segreto è lo zuccherino, non magia ma mi piace pensare che un giorno la sua estrema tolleranza nei miei confronti si tramuti in affetto
  7. gli è rimasto il vizio di digrignare i denti dall’ambiente delle corse anche se non lo fa molto spesso… ad essere sincera lo fa quando io le risulto troppo appiccicosa!
  8. ha l’anteriore destro mancino
  9. è estremamente ubbidiente durante il lavoro in sella o a corda: a un nostro fischio qualsiasi cosa stia facendo si ferma e presta attenzione a me o ad Ale
  10. Dream, considerandoci un po’ come quelli a cui è permesso prendersi cura di lei, ci fa sentire in un modo tutto suo una famiglia, che di fatto siamo!
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SEQUENZA COMPLETA