AU REVOIR, Novembre!

Anche Novembre sembra essere arrivato agli sgoccioli.

Brutto mese, pieno di ansie e di obiettivi mancati. Non sono riuscita nel superamento di un esame abbastanza importante per me, il che ha significato giorni di disperazione che hanno portato a loro volta a giorni di immenso sconforto e poi un susseguirsi di giornate di duro lavoro che sfortunatamente non è ancora finito e che anzi sembra doversi prolungare per un bel po’. Ale come ogni mese ha avuto le sue gare, il che significa altre spese insieme a tutti quei impegni e programmi che i mesi più freddi portano nella nostra vita, come il comprare nuove coperte per i cavalli, organizzarsi per anticipare il più possibile le lezioni sfruttando le ore di luce, vestirsi adeguatamente per il freddo, cercare di  non ghiacciarsi i piedi dal freddo …

Eppure non mi va di condividere troppi pensieri negativi quindi credo che mi concentrerò su ciò che questo Novembre a sua insaputa mi ha dato: la speranza di un sereno Natale. 

Penserete sicuramente che è ancora presto, eppure ho già fatto quasi tutti i regali di Natale. Scrivo quasi perché in realtà mi manca quello più importante: il regalo di Alessio. Ogni anno è sempre la stessa cosa: non so né cosa e né come, fargli. Pensavo a qualcosa di utile per il nostro stile di vita ma non è sempre facile e poi a pensarci è demotivante regalare sempre ciò che è “utile”. 

Vediamo cosa riesco a trovare…

Potevo sicuramente sfruttare a mio vantaggio il fine settimana del black friday/ cyber monday ma tutto ciò che poteva interessarmi non era a sconto (Story of my Life !!!) per questo da buona Volpe ho pensato solo a me (peccattuccio!) 

Come sempre mi sono concentrata su ciò che davvero potesse calzarmi ad hoc: 

  1. Un maglione di Mango, adoro la fantasia e l’accostamento dei colori. Addosso a me calza in maniera un po’ goffa e sembra anche che debba avere un effetto infeltrito (mamma ha storto infatti il naso) ma appena l’ho visto me ne sono innamorata e non sono riuscita a lasciarlo li. Era da tempo che cercavo un nuovo maglione da comprarmi come tradizione e questo credo sia stato un buon acquisto dopo tutto. 
  2. Fondotinta ; ne avevo bisogno visto che la mia vecchia crema colorata di Caudaline era già finita da un po’. Il venerdì del Black Frida, seppure con molta confusione, sono riuscita a chiedere consiglio a una della ragazze di Sephora che con estrema gentilezza mi ha un po’ inquadrata e consigliata a dovere. Non la ringrazierò mai abbastanza. Il fondotinta compre ma non maschera e illumina tantissimo, il che è ottimo per il mio viso sempre spento e con occhiaie. In più si applica premendo in cima alla confezione in modo da contenere la quantità di prodotto che si vuole usare senza sprechi.
  3. Sempre per cercare di regalarmi un po’ di luminosità, cosa che il mio umore sembra non concedermi, da H&M ho preso questi orecchini. La mia è una malattia visto che è gia il terzo paio, stesso modello e colore diverso… sto anche pensando di prendermi quelli rossi visto che mi mancano! 
  4. Infine ma non meno importante, il libro che ho recentemente consigliato anche a voi! 

Per Natale ho già in programma altri acquisti ma prima di sbilanciarmi dovrò farmi i miei soliti quattro conti; in ogni caso l’unica cosa che conta a Dicembre, per lo meno per me, è l’aria che si respira. A discapito di qualsiasi cosa possa succedere, Natale è sacro santo e l’aria natalizia non deve essere rovinata da nessuno e niente. 

Questo è un post che scrissi tempo fa e che ogni anno è sempre più attuale che mai. Godiamoci del presente, delle piccole cose e impariamo davvero ad apprezzare ciò che abbiamo. Sempre più spesso mi confronto con persone scontente della loro vita che cercano di colmare il loro vuoto interiore sentendosi in dovere di uscire, fare, comprare. Quando si è contenti di ciò che si è e di ciò che si ha, a discapito di tutto ciò che possa più o meno toccarci, si trova sempre un modo per andare avanti con poco. Non è necessario dover uscire o trovare passatempi per riempire buchi temporali che altrimenti sarebbero colmi solo di pensieri negativi e non è neanche necessario cambiare “aria” per stare meglio. Se una persona è insoddisfatta di se stessa lo sarà anche cambiando città o addirittura vita. Cerchiamo per quel poco di ascoltare davvero noi stessi e focalizzarci su quello che più amiamo.  

Le nostre vite, sono belle! 


UNA FANTASIA DI NATALE

Lo so, avevo detto che quest’inverno la mia priorità sarebbero stati altri classici. (Per chi se lo fosse perso ma è curioso ecco qua!)

Però questo venerdì sono uscita con la scusa del Black Friday e non ho saputo resistere. Per chi mi conosce o mi segue nei social sa benissimo che ogni volta che entro alla Feltrinelli, trovo tantissimi nuovi libri da aggiungere alla mia lista infinita per questo non è esattamente una novità che io non riesca a vincere la tentazione di acquistare un nuovo libro.

Per giustificarmi dalla promessa che avevo fatto a me stessa mi sono detta che era un’edizione particolare, pubblicata proprio per il periodo natalizio con tanto di testo a fronte, raro per dei racconti come questi.

Una fantasia di Natale è dunque la tradizione di due racconti di Dickens da parte di Marisa Sestito con testo a fronte. Due racconti ambientato nel periodo natalizio in cui – come in tutte le storie dickensiane – ci si trova davanti a personaggi ambivalenti da comportamenti crucci ma dai cuori teneri.

Classici del Natale, in un edizione tutta Natalizia, a cui non potevo assolutamente non cedere visto e considerato il mio amore per il Natale e le parole magiche che racchiudono tutti i racconti di Dickens.

Un pensierino per noi stessi ma anche per chi sa apprezzare nelle piccole cose i doni più preziosi.

  • Titolo: Una fantasia di Natale (L’invasato e il patto del fantasma)
  • Autore: Charles Dickens
  • Pagine : 281
  • Editore: Lettura universale Marsilio

A Natale, sotto l’agrifoglio e intorno al fuoco trovi riparo ciò che è stato e ciò che non è mai stato, rimanga viva la speranza di ciò che potrà ancora essere. Siano escluse la scortesia e l’ingiuria ma teneramente vengano accolti i ricordi. Charles Dickens

MINESTRONE IN TAVOLA

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Come arriva il freddo ecco che il minestrone diventa uno dei principali piatti della mia dieta, assieme a tutte le altre vellutate e passate. L’idea di rientrare in casa, svestirmi, lavarmi e di mettermi a cucinare non è che mi allieti moltissimo ma se si tratta del minestrone sì, perché è facile e una volta pronto sa essere un piatto molto versatile.

Preparare il minestrone poi, per me significa un po’ anche sognare ad occhi aperti di quando forse con un po’ di fortuna in un futuro me ne starò a cucinarlo nella mia bella casina in piena campagna mentre ascolto Sam Smith e il fuoco scoppietta nel focolare. Fitzy, il mio grosso ma tontolone Weimaraner sotto al tavolo che sonnecchia e una montagna di lavoro ancora da finire sopra.

Tralasciando i miei voli pindarici, il minestrone è un piatto che mi riscalda il cuore per questo preferisco farlo invece di comprarlo. Gli ingredienti sono tutte le verdure che si possono trovare in qualsiasi orto della nonna: patate, fagioli, carote, piselli, fagiolini, fave, zucche, zucchine e molte altre ancora. È necessario pulire ogni verdura come questa vi richiede, tagliarla a fettine o a cubetti e riporle in una pentola. Aggiungere dell’acqua, un cucchiaio di brodo vegetale, porro, sale, prezzemolo, olio extravergine di oliva, pepe nero e due foglie di alloro. Mescolate ripetutamente le verdure e cuocete il minestrone a fuoco basso per circa 90 minuti coprendo la pentola con un coperchio. Mescolate, di tanto in tanto, e assaggiate per regolare di sale.

Per un piatto dal gusto più delicato è possibile evitare di aggiunger il brodo e per un piatto curato è molto importante la pulizia della verdure: verdure tagliate male o non pulite come si deve non sono di buon gusto sia che dobbiate gustarlo da soli o in compagnia.

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La versatilità del minestrone sta nei suoi molteplici accostamenti. Potete infatti aggiungerci della minestra, del riso, del farro; farlo scolare dal suo brodo e stenderlo su delle grosse fette di pane abbrustolite o aggiungere quest’ultime direttamente nel brodo caldo.

Sta benissimo sia con il con parmigiano che con un qualsiasi pecorino ed il vino migliore da abbinarci dovrebbe avere una spiccata delicatezza, magari un buon bianco giovane, che il più delle volte si presenta meno corposo del rosso e dovrebbe essere poco alcolico e dall’alto grado di acidità così da creare contrasto con la dolcezza delle verdure.

 

Bon appétit !

 

CAVALLO DI FRISIA

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Il termine Cavallo di Frisia viene dal mondo militare, nel quale indica una struttura mobile costituita da una specie di cavalletto su cui si avvolge del filo spinato, usata come sbarramento all’avanzata dei nemici. Era particolarmente efficace contro la cavalleria, in quanto terrorizzava gli animali, che s’impennavano e si sbandavano. Si chiama così perché fu utilizzata per la prima volta in Frisia dagli Spagnoli, verso la fine del 1500.

La terminologia viene quindi usata per indicare un ostacolo, una barriera o un impedimento e mi piace pensare di poter essere come un cavallo di Frisia anche io, che impedisco a chiunque o a qualunque cosa di ferirmi. Ovvio però che è necessario attrezzarsi, ragion per cui ho stilato una lista di cose ragionevolmente ( come no ) utili a riguardo:

  1. Coprirsi ed essere ben caldi è importante, specialmente per rimanere a sangue freddo poi. Ralph Lauren quest’anno ci ha onorato di un maglione che fa proprio al caso nostro. C’e il modello sia da donna che da bambina, per chi, come me, veste una taglia in meno.
  2. Essere in tempo è tanto importante come saper restare al tempo, con questo significa che bisognerebbe imparare a farsi scivolare le cose di dosso e una volta che un qualche episodio è passato… beh è passato! meglio avere il coraggio di chiudere in maniera definitiva delle porte che tenerle inutilmente socchiuse. Andare avanti, stare al passo con il tempo che stiamo vivendo è forse la chiave di violino. È ovviamente qualcosa che parte da noi e che dobbiamo avere il coraggio di affrontare ma un piccolo incoraggiamento materiale non ci sta poi cosi male, per questo il Daniel Wellington con il cinturino in rete oro rosato può essere perfetto e rendere ancora più prezioso il nostro tempo.
  3. Esattamente come è opportuno rimanere al caldo, altrettanto lo è essere ben muniti delle giuste scarpe per allontanarsi il più velocemente possibile da ciò che non ci fa stare bene. Queste sono un modello da bambina ma zara quest’anno ha optato per dei modelli da donna molto molto simili. Se poi pensiamo di voler rimanere più sul classico allora le comodissime Blundstone sono sempre una certezza.
  4. Nessuno di noi si allontana senza lasciare qualcosa dietro, tanto vale che sia il vostro profumo: il mio preferito è questo della Burberry
  5.  Guardandosi avanti è opportuno cercare di illuminare con pensieri positivi la nostra nuova strada ma anche per abbagliare chi ci vuole ostacolare. Degli orecchini belli sgargianti come quelli di H&M o come quelli in foto, secondo me sono perfetti!
  6. Infine ma non meno importate un’ottima borsetta alla Mary Poppins

AU REVOIR, OTTOBRE!

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Tutte le immagini sono di Pinterest

Non so come sia potuto succedere che da fine agosto si sia arrivati addirittura a novembre ma, in ogni caso eccoci qua.

Ottobre è stato un mese molto intenso, specialmente per Alessio e ora che Novembre è finalmente dei nostri non sappiamo davvero cosa aspettarci. Fin dai primi giorni di Ottobre, Ale è stato molto impegnato sia con il lavoro alla mattina sia con le lezioni di pomeriggio mentre io stavo preparando un esame integrativo. A metà mese poi c’è stato lo stage con Davide Brambilla , il compleanno della piccola nipotina di Ale, le gare e l’inaugurazione del nuovissimo centro estatico di sua sorella.

Il centro si trova in Via delle Sorgenti, 15 ad Asciano in provincia di Pisa, se avete modo fateci un salto, è davvero molto bello!

Ora che il mese di Ottobre è al termine io devo fare i conti con l’università e poi forse per Halloween ci riposeremo un pochino. Il programma come vi avevo già accennato (qui) sarà molto semplice: preparare Jack e sistemate tutto per la nostra apericena a base di muffin salati, formaggi, marmellate, uva e stuzzichini godendoci una calda serata avvolti tra le coperte a guardarci Sabrina, il nuovo sadico ed esilarante telefilm ideato da Greg Berlanti e prodotto per Netflix.

Per quanto riguarda Novembre, tutto è ancora da scoprire. L’unica cosa certa è un altro mio imminente esame, il corso a scelta che continuo a seguire fino alla prima parte dell’anno, il lavoro incessante di Ale e il tempo che si prospetta piovoso, frigido e poco invitante. Adoro questo tempo, e non mi importa quanto mi bagno o il freddo che sento, tutto viene sempre ripagato da una bollente tazza di tea!

A proposito di tea, vado a farmene un’altra tazza mentre pubblico questo post e ricomincio a studiare!

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HALLOWEEN TEA PARTY

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Halloween è decisamente la mia festa preferita, dopo il Natale.

Credo che il mio folle amore per Halloween sia nato con  Harry Potter cioè circa all’età di sette anni e che piano, piano sia maturato insieme a me. È con l’età infatti che ho preso coscienza di quale aspetti di questa festività facessero per me e quali no. Come potrete immaginare la confusione, la goliardia non rientrano nei miei canoni di festività ma dolcetti, piccole angherie (si beh, sono un tipo assai dispettoso), decorazioni varie sono esattamente la mia perfetta tea cup.

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Come ogni festività è per me sinonimo di dolcetto, ecco qui la mia versione mostruosa. Niente di speciale o di particolarmente difficile da fare ma semplicemente la mia adorata pasta frolla, crema al cioccolato rigorosamente Pernigotti e qualche pallina di zucchero da decorazione. Come tutti i dolci di pasta frolla, anche questi sono stati cotti in forno statico a 180 gradi per 15 min.

 

Quest’anno come su Instagram avevo già anticipato, per me e Ale sarà un comodo e dolce Halloween dettato da coperte belle calde, prosecco tattico e film a tema.

Spero che il vostro sia mostruosamente bello come si prospetta il nostro!

7 CLASSICI NEL MIO COMODINO PER QUEST’INVERNO

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Ad essere sincera, leggere ultimamente mi risulta molto faticoso e per me non lo è mai stato. Probabile sia solo un riflesso a ciò che emotivamente sto vivendo in questo periodo ma spero passi.

In ogni caso, per motivarmi ho trovato una lista dei libri, stilata dalla BBC qualche anno fa, nella quale si elencano 100 libri che andrebbero letti almeno una volta nella vita… Aldilà del fatto che considero personalmente la lista un po’ incompleta, ho comunque voluto selezionare sei capolavori presenti nella lista che mi piacerebbe leggere e condividere con voi.

LISTA 100 LIBRI DA LEGGERE PRIMA DI MORIRE

Ho già selezionato quelli che ho già letto e per il momento sono a quota 34/100.

I 7 che invece vorrei leggere e condividere con voi sono:

  1. Il Vecchio e il Mare – Ernest Hemingway
  2. Moby Dick – Herman Melville
  3. Oliver Twist – Charles Dickens
  4. Dracula – Bram Stoker
  5.  La fabbrica di cioccolato – Roald Dahl
  6. Canto di Natale – Charles Dickens
  7. Cento Anni di Solitudine – Gabriel Garcia Marquez

 

C’è tra di voi qualcuno che ha già letto qualche libro di questi sette o presente nella lista stilata della BBC che me ne consiglia vivamente la lettura? Ma sopratutto c’e qualcuno di voi a cui piacerebbe leggere con me questi libri e confrontarsi durante la lettura?