✄ DYI: CAPPELLINO DI LANA

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Tanto, tanto, tanto tempo fa chiesi, tramite un sondaggio su Instagram, se qualcuno tra i miei amici fosse stato interessato a qualche video riguardo al lavoro a maglia e in particolare modo a come imbastire e poi rifinire un cappellino di lana. La diretta fu fatta con l’aiuto di due mie amiche (sante!) ma non fu sufficiente alla spiegazione dell’argomento in questione che è di fatto non difficile ma piuttosto ampi, almeno per le tempistiche che una diretta Instagram richiede. Avevo pensato di fare un’altra diretta ma per motivi puramente universitari mi è stata praticamente impossibile non solo trovare del tempo ma anche una persona (santa!0 che avesse avuto la pazienza di tenere in mano il telefono al posto mio.

Pessima blogger e pessima Instagramer penserete, ma questa è la mia Oh Vita! e non mi va di fingere, infondo The locus of boots and brand è un spazio per condividere la mia vita, non motivo stress ( almeno per ora poi il giorno in cui pioveranno Chanel dal cielo, ne riparliamo ) !

In questo post quindi volevo ripetere ciò che era stato detto nella diretta Instagram e andare avanti, dividendo però il lavoro in più di un post come mi avete suggerito, per agevolare voi nella comprensione, ed eventualmente darvi tempo se voleste mettervi al lavoro, e me che in questo modo ho più tempo per cercare di realizzare il tutto al meglio e valutando ( con il vostro giudizio ) se riesco ad esser comprensibile ed esauriente nelle varie spiegazioni.

Come scrissi molto tempo fa ( Knitting love ), il lavoro a maglia è diventato per me un ottimo hobby grazie a mia nonna e sebbene io non sappia fare praticamente niente in confronto a chiunque lo faccia con un minimo di serietà e competenza, i cappellini sembrano venirmi in modo abbastanza decente da esser indossati con disinvoltura.

LAVORO A MAGLIA

Il lavoro a maglia o anche detto lavorare i ferri è un metodo antico per creare capi d’ abbigliamento ma non solo, utilizzando ferri o aghi. Ad oggi, viene considerato un lavoro prettamente femminile ma un tempo il lavoro del “magliere” era riferito per la maggior parte a uomini.

Il materiale di base di cui si ha bisogno per iniziare sono ovviamente un paio di ferri, di cui esistono varie lunghezze e vari materiali; solitamente il ferro è quello più comune ed è anche il motivo per cui si dice lavorare i ferri. Esistono tre tipi di ferri:

  • ferri dritti: lunghi circa 20-80 cm con una punta a un’estremità e un fermo all’altra, servono per i pezzi base da lavorare separatamente come per esempio un cappellino ma anche una maglia, una manica ect …
  • ferri a due punte: sono generalmente più corti dei primi e vengono utilizzati tutti insieme per fare lavori circolari come guanti, calzini e anche cappellini ma senza necessariamente operare cuciture
  • ferri circolari: uniti insieme utilizzati anch’essi per fare lavori circolari senza cuciture o semplicemente per quei lavori molto lunghi in cui potrebbe essere facile perdere qualche maglia come nel caso delle lunghe sciarpe

Ogni tipologia di ferro poi ha varie dimensioni; allo stesso modo anche la materia prima ulizzata, ossia il gomitolo può avere varie dimensioni, colori e consistenza. Questa infatti può essere di lino, cotone, canapa, cammello, angola, bue, lana, soya, acrilico, nylon ect … La più comune ovviamente è la lana, ricavata dal pelo di pecora.

Altri materiali solitamente utilizzati che possono esserci d’aiuto sono:

  • forbici
  • un ago da lana
  • metro
  • conta maglie per non perdere il filo del lavoro
  • anelli marca punti nel caso in cui si stia lavorando un disegno
  • porta gomitoli per evitare che usando più di un colore si intrecciano fra di loro

Un accorgimento da tenere sempre a mente è quello di valutare sempre la larghezza del ferro con quella della lana; è importante infatti che le due cose siano proporzionate per realizzare un prodotto compatto e uniforme. Solitamente in ogni gomitolo di lana, oltre al materiale di cui è fatto e altre indicazioni, è segnata anche la misura del ferro con cui viene consigliato di lavorare quel tipo di lana. È IMPORTANTE !!

Per ogni tipo di lavorazione ci sono più modi per eseguirli; le lavorazioni base che vi indicherò vengono spiegate (o almeno spero)  nel modo in cui le eseguo io :

  • montare le maglie: iniziate prendendo la lana e allungandola di circa una trentina di cm. Create un nodo scorsoio in uno dei due ferri; avrete cosi due fili: uno attaccato al gomitolo e uno no. IMG_4737
    Formate un anello intorno alle vostre dita con il filo non attaccato al gomitolo e fatelo passare all’interno del ferro; con l’altro filo formate un altro anello intorno al ferro facendolo girare da sotto il ferro stesso. Una volta arrivati fino a questo punto, semplicemente lasciate andare il primo anello scivolare e chiudersi intorno al ferro. Ogni passaggio equivale a una maglia; fate tante maglie quante ne servono per il vostro lavoro.

Ecco le maglie tutte insieme:

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  • dritto: inserite il ferro destro nella prima maglia del ferro sinistro da dietro la maglia. Con il filo del gomitolo, create un anello intorno al ferro come fatto in precedenza per avviare la maglia. Fate scivolare il lavoro verso la punta del ferro e inserisci la maglia del ferro sinistro in quello destro. Continua allo stesso modo per tutte le maglie e una volta finite, inverti i ferri e continua.

 

  • rovescio: formate un mezzo anello con il filo nel ferro di destra; infilate la punta del ferro di destra dentro la maglia del ferro di sinistra facendolo passare davanti alla maglia e non di dietro come facevate per il dritto. Chiudete l’anello che avevate creato intorno alla maglia che avete appena inserito dentro il ferro di destra; fate scivolare il lavoro verso la punta del ferro e chiudere il lavoro inserendo la maglia di sinistra nel ferro.

 

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Utilizzando solo il dritto e il rovescio è possibile ottenere i seguenti classici punti maglia che poi vi serviranno anche per creare il cappellino:

  • maglia legaccio : sempre tutto dritto
  • maglia rasata dritta: iniziate con tutte le maglie al rovescio e finito un ferro, fate l’altro al rovescio e cosi via
  • cannolè 1/1 : si esegue andando ad alternare una maglia dritta e una maglia rovescia stando attenti ad alternarli anche quando, finito di lavorare le maglie, invertite i ferri
  • chicco di riso: si alterano sempre le maglie una dritto e una rovescio ma una volta finito il ferro se si è iniziato con il dritto si riprende con quello o vice versa

Di punti maglia ce ne sono di vari tipi e di varie difficoltà, quelli elencati sono i punti base.

 

Buon lavoro!

☞ TONNO E PATATE

Tra i buoni propositi per il 2018 oltre a quello di bere e fare attività finisca ci sarebbe anche quello di buttare giù qualche chilo di troppo. Tutte le mattine quindi da quando è iniziato il nuovo anno esco a camminare per circa 1/1.30h, in più tre volte a settimana mi dedico a degli esercizi mirati per le cosce e i glutei che faccio in camera mia con l’unico ausilio di una bella bottiglia di acqua naturale e un tappetino che comprai tempo fa alla Decathlon. Tuttavia l’esercizio fisico e una buona idratazione non sono sufficienti se non combinata anche con una sana alimentazione. Il concetto di alimentazione sana è sempre stato per me un concetto assai utopico, considerando che per molti anni – per essere più specifici, prima di prendere la pillola – il mio metabolismo correva come una gazzella permettendomi di mangiare tutto ciò che mi piacesse senza badare né a calorie né alla percentuale in proporzione di carboidrati, proteine, fibre, ect…

Nel blog fino a questo momento ho sempre condiviso dolci e biscottini- che non ho nessuna intenzione di smettere di fare, visto che sono il mio anti stress più efficace – ma ora come ora vorrei anche condividere qualche pasto che più si allinea con la mia dieta del momento e con il mio stile di vita che sarà poi in futuro.

La prima ricetta di una lunga serie è quella che ho fatto in questi giorni :

☞ TONNO E PATATE

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Ingredienti:

 

  • patate, 100g
  • tonno al naturale, 2 scatolette grandi 
  • sale q.b
  • olio a di crudo q.b
  • prezzemolo q.b

 

Procedimento:

  • Pelare tante patate quante 100 g ne necessitano e metterle a cuocere in una pentola a pressione con un poco d’acqua; al fischio della pentolaaspettare altri 20 min abbondanti prima di tirarle fuori. Il tempo necessario è pero soggettivo e dipende dal tipo di patata che si è comprato. Una volta lessate le patate, aggiungere il tonno e condite il tutto con la giusta quantità. di sale, olio a di crudo e prezzemolo.

Il piatto è pronto! 

 

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BUON ANNO E BUONA VITA

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Ogni nuovo anno porta sempre con se aspettative e buoni propositi, per questo ho voluto iniziare il nuovo anno condividendo con voi “Buona vita a tutti” di J.K. Rowling. In un discorso tenuto per la cerimonia di laurea di Harvard, la Rowling riassume in maniera delicatamente schietta ed esplicita quello che vorrei anche io augurare a tutti coloro che leggeranno questo post.

Due sono i temi salienti del discorso: i benefici del fallimento e l’importanza dell’immaginazione. Avere il coraggio di rischiare fallendo è importante per misurare noi stessi e migliorarci. La realizzazione dei propri sogni avviene dandosi piccoli obiettivi realizzabili che ci aiutano anche a migliorare la propria autostima. L’autostima non viene intesa solo come orgoglio personale ma come piena conoscenza di se stessi, riconoscendo anche i propri sbagli senza accusare nessun altro se non noi stessi per questi; c’è infatti una data di scadenza oltre la quale non si può più incolpare nessuno per averci spinto nella decisone sbagliata. Da momento in cui si diventa abbastanza grandi per prendere il timone della propria vita, la responsabilità è solo che nostra. Fallimento, dolori o difficoltà possono intercedere la vita di ognuno di noi e nessun genere di talento o intelligenza hanno mai vaccinato dai capricci del fato. È impossibile vivere senza fallire in qualcosa, a meno di vivere cosi prudentemente che tanto sarebbe non vivere affatto, ma è grazie a questo che è possibile valutare con più accuratezza ciò che ognuno di noi considera importante o superfluo. Il fallimento fa chiarezza in noi stessi e ci permette di scoprire lati della nostra personalità che non conoscevamo. Pregi e difetti. Ci permette, infine anche di accettare con umiltà la vita per quello che è. Si sopravvive a tutto questo però conservando in noi stessi quella capacità di immaginarsi ciò che non si palesa ai nostri occhi in maniera oggettivamente fisica. L’immaginazione infatti ci consente di provare empatia per esseri umani con cui non abbiamo mai avuto modo di condividere esperienze, arricchendoci allo stesso tempo di sentimenti. Ciò che conquisteremo interiormente modificherà la realtà esterna sia della nostra vita in ogni ambito che in quella del prossimo.

Impariamo a rischiare, a sognare, a fallire ma soprattutto impariamo ad amare noi stessi e come di riflesso, il prossimo.

Come in un racconto, cosi è la vita: non importa che sia lunga, ma che sia buona. Seneca

WOMANKIND

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Ultimo giorno del 2017 e preludio del 2018; per questo anno mi sono fatta dei propositi ed è bene iniziare subito prima che mi perda durante il corso dell’anno. Questa mattina dunque di buon ora sono uscita di casa e dopo un’ottima colazione sono passata in edicola per comprare un quotidiano. Ho preso quello che più mi aveva colpito e non credo di aver fatto male.

In prima pagina c’era questo articolo che mi piacerebbe riportare:

Nel 2017 abbiamo assistito a tragici fatti di cronaca: stupri, omicidi, violenze su compagne o ex compagne, o donne che hanno avuto la sfortunati diventare oggetto del desiderio di qualche squilibrato. Donne vittime perché donne. Donne che volevano andarsene, o soggiogate in una ragnatele di soprusi e sensi di colpa, donne che hanno detto di no. Questa realtà ci accompagna da sempre, ma una diversa consapevolezza negli anni l’ha resa più inaccettabile e ora ne parliamo di più , cerchiamo di riporvi rimedio. Ci accompagna da sempre perché sempre sono esistiti ruoli di generi imposti che hanno fatto confluire rabbie, frustrazioni, desideri malati verso chi rompe schemi sui quali il carnefice ha costruito la propria identità, l’oggetto sul quale è legittimo esercitare potere. Stereotipi, radicati nella società dominate dagli uomini per secoli, hanno assunto la forma di regole codificate e leggi – e di alcune di esse ci siamo liberati da pochi decenni. Ora che ne avvertiamo l’intollerabilità non è facile liberarsene. Anzi, proprio perché le donne cercano di liberarsene, le reazioni si intensificano e vanno dallo spaiamento alla violenza. Non assistiamo solo a eclatanti violenze, ma anche violenze più sottili, come ricatti nei luoghi di lavoro comportamenti discriminanti. L’instabilità emotiva, la propensione alla cura, la facilità di occuparsi anche della mansioni più pratiche , sono stereotipi durevoli che minano l’autorevolezza delle donne nel lavoro e nella dimensione pubblica. Cosi come le più antiche idee del  possesso e della divisione dell’universo femminile in mogli e puttane sono calamite per la violenza. Uomini e donne sono diversi, ma se non dubitiamo della loro differenza biologica, ogni tentativo di generalizzare diversità psicologiche nel contesto sociale e pubblico produce gabbie, alimenta false pretese, costruisce potenziali bersagli. Una società si basa sulla divisione dei ruoli ma il grande passo per far si che questi ruoli non si trasformino in catene o in alibi per distorti rapporti di potere sarebbe quello di accettare che ogni individuo possa entrare nei ruoli che più gli aggradano. Donne e uomini sono prima di tutto persone; riconoscere la libertà di ognuno di vivere il proprio genere seguendo le proprie inclinazioni e non pretendere di trovare sé stessi imponendosi all’altro, ingabbiandolo in stereotipi, sarebbe la strada da percorrere. Sarebbe bello che, cominciando dalle madri e dai padri, negli anni a venire a questo si educassero bambini e bambine.

di Sofia Ventura, pubblicato ne La Nazione, domenica 31 Dicembre 2017

Buon 2018, a tutti! 

 

INTREPIDO 2018

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Pensate sia troppo presto per stilare una lista di possibili buoni propositi per l’anno nuovo?! Io dico di no, perchè se l’intenzione è quella di mettersi d’impegno allora c’è bisogno di partire in anticipo ed organizzarsi. Ho pensato che quest’anno arriveranno i fatidici 25 anni e che da questo anno in poi non farò altro che diventare più saggia (che poi è modo carino per dire a me stessa che d’ora in poi si fanno i conti con le creme anti age!) . Sinceramente, la cosa non mi disturba perché infondo io un po’ nonna mi ci sono sempre sentita e piano piano sento di calarmi sempre di più nella mia parte. Tuttavia tengo ad essere me stessa al meglio, per questo ho deciso quest’anno di ripropormi ben 25 buoni propositi che con molta probabilità ho intenzione di aumentare di uno ogni anno andando di pari passo con gli anni.

Senza perdersi in chiacchiere, iniziamo che 25 è un numero importante…

01. Bere, bere, bere… BERE! senza ovviamente considerare i tea perché altrimenti supererei di gran lunga i litri di acqua consigliati giornalmente. No, piuttosto cercherò di bere più acqua possibile

02. Fare attività fisica in maniera costante ; le ore di equitazione non valgono e neanche andare a comprare una nuova tuta o un nuovo tappetino per fare yoga. Questo anno dovrò trovare un modo per fare in maniera costante senza scuse.

03. Leggere un libro al mese

04. Struccarmi ogni sera anche quando sono stanchissima

05. Andare a letto prima delle 22.30, eccetto quando devo studiare ma non superare le 24.00

06. Svegliarsi di conseguenza prima delle 08.00 anche quando non ho in programma niente

07. Darsi una mossa con l’Uni (questo è più facile da scriversi che da farsi per davvero!)

08. Tenere in maniera costante un quaderno/diario cercando di annotare tutto quello che mi passa per le mente e ovviamente cercare di fare un po’ di meditazione

09. Evitare ogni tipo di paragone distruttivo e cercare di costruirne sempre di più costruttivi

10. Mantenere la calma anche nei giorni no ed essere il più educata possibile. È difatti un mio grande problema, proprio quello di risultare MOLTO scontrosa nei miei momenti di massima tensione.

11. Finire il puzzle di mille pezzi che comprai non mi ricordo neanche quando…

12. Finire di leggere tutti i romanzi di Agatha Christie riguardanti Poirot … e non solo

13. Impegnarmi il più possibile a cavallo e studiare di più ( per Ale questo dovrebbe essere il numero 1 !!! )

15. Imparare ad esser disinvolta in cucina sempre di più

16. Mantenersi sempre aggiornata su ciò che succede al mondo comprando giornali e aggiornati siti internet

17. Non comprare più due borse Longchamp durante L’INTERO ANNO, ma è concesso il borsello

19. Non buttare cose che potrebbero risultare utili durante uno dei miei momenti “puliamo tutto e rigeneriamo la stanza”

20. Trovare un modo per risolvere il mio problema occhiaie

21. Mettere silenzioso il telefono un’ora prima di andare a letto e prepararsi per la notte

22. Scrivere più lettere

23. La regola è “less is more” , perciò priorizzare l’utilità e la qualità piuttosto che la quantità

24. provare più tea possibili e selezionare quelli migliori (se avete consigli, scrivetemi!☟)

25. Vivere, non sopravvivere.

In realtà l’unico grande proposito sarà quello di portare a termine anche solo uno dei venticinque buoni propositi visto che sono pessima nel fare queste cose ma vedremo che combino.

 

E voi quali propositi avete? 

Qualsiasi siano i vostri nuovi propositi, qualsiasi siano le vostre aspirazioni, sogni o traguardi vi auguro di trovare la forza per mettercela tutta.

 

Spero possiate affrontare un

INTREPIDO 2018

 

EQUINMAS

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Bene bene, eccomi qui di nuovo anche se avevo già fatto un post augurandovi buon Natale ma mi mancava scrivere e quindi ho pensato sarebbe stato carino scambiarsi quattro chiacchiere. Sinceramente non ho neanche io ben in testa cosa scrivere e a pensarci forse il titolo del post non sarà appropriato; in ogni caso questo è quanto:

Questo fine settimana sono stata dai miei nonni dove ho decorato casa facendo l’albero di natale ( per chi mi segue lo avrà di certo visto sulle Instagram Storie) e per andare a vedere le gare di Alessio. Al momento sta uscendo un con cavallo di nome Carletto, per gli intimi il Prof. , un sauro di ben 19 anni che di Gran Premi ne ha fatti anche troppi e si meriterebbe la pensione ma è di cuore e si fa portare in gara da Ale con l’obiettivo di fargli conseguire il primo grado. Santo Prof ! Le gare fortunatamente sono andate bene ed Ale era piuttosto soddisfatto anche se decisamente molto stanco dagli intensi ritmi che la vita da equestrian impone come la maledetta sveglia delle 05.30 am.

Tornata a casa da poche ore, già mi sto organizzando per gli esami che avrò a nuovo anno ( un po’ troppi probabilmente ma speriamo di riuscire al meglio) e soprattutto per cercare di fare due conti su ciò che mi serve/ciò che vorrei comprare. Ad occhio e croce, probabilmente avrò un budget per farci circa 1/5 di quello che ho messo in lista: tipico di me puntare troppo in alto e dovermi poi miseramente accontentarmi ! A voi non capita mai?

Per chi se lo stesse chiedendo, anche un po’ scocciato, sto lavorando al post per il cappellino di lana e vi prometto che ci sarà anche quello prima o poi, abbiate pazienza e  lo avrete! I programmi per i giorni a cavallo tra Natale e Capodanno saranno dediti proprio allo studio e al post sul lavoro a maglia.

Con Ale abbiamo progettato un capodanno semplice proprio lì a Cortona ma ancora devo capire bene dove mangeremo e soprattutto cosa mi conviene indossare in base al luogo; mi sono imposta solo una regola: SUPER COZY perché considerando il freddo che ha fatto in questi giorni, si prospetta un capodanno a meno zero! Voi che farete?

A forza di scrivere mi è venuto in mente che potrei iniziare una serie di post chiamati per l’appunto ‘cup of tea’ , nei quali vi aggiorno di ciò che mi accade in modo che anche voi possiate prima leggerlo bevendovi una bella tazza di tea e infine se volete rispondermi, commentare o chiedere qualcosa. Che ne pensate?

Ultima cosa ma forse la più importante, riguarda proprio voi: il mio piccolo e grazioso pubblico composto da amiche, amici, Alessio e molti pochi altri che sebbene forse non conosco di persona, mi sono allo stesso modo molto cari; mi piacerebbe, se fosse possibile avere una vostra opinione riguardo al blog, un piccolo pensiero, una critica costruttiva…  non so, anche solo un semplice saluto per conoscerci ma soprattutto per capire se quello che sto facendo in qualche modo arriva a qualcuno.

È possibile, sempre che lo vogliate, seguire il blog attraverso l’iscrizione che trovate sul lato a destra scorrendo verso il basso; niente stalking solo un’email di avviso tutte le volte che scrivo un nuovo post!

Vi lascio inoltre un riepilogo dei post natalizi, se vi andasse di darci un’occhiata:

 

A presto !

LO SPIRITO DEL NATALE

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Tutti noi non facciamo altro che parlare di regali, di cene e pranzi; usciamo dai negozi salutando con un meccanico ” Buon Natale” senza dar peso alle nostre parole come scimmie ammaestrate e corriamo come gazzelle alla ricerca della tovaglia perfetta, la pallina perfetta, il regalo perfetto perché si sa che sotto Natale, tutto deve essere al meglio.  In questi giorni però ho avuto modo di vedere come quella che viene definita la festa per antonomasia delle famiglie e del sentirsi amati, può di fatto farti sentire solo e nostalgico.

Il Natale è qualcosa che nasce da dentro, non un albero ben fatto o il regalo perfetto, il Natale è amare se stessi e farsi un regalo, il Natale è dedicare del tempo o fare un pensiero a qualcuno a cui teniamo non per dovere civico ma per sentimento.

Nessuno di noi dovrebbe sentirsi sopraffare dall’idea del fare l’albero, decorare casa, uscire per fare i regali ect… E nessuno di noi dovrebbe mai sentirsi inadatto nel periodo del Natale solo perché qualcosa nella sua vita è cambiata o sta cambiando, perché ha molto da studiare o da lavorare, è stanco e stressato.

Il punto è che dovremmo smettere di dispendere auguri a destra e a manca e iniziare ad augurare a noi stessi Buon Natale. Fermarsi per un secondo, allontanarci con l’immaginazione delle nostre vite sature di impegni e responsabilità e augurarci con tutto il cuore un Felice Natale.

№ 1  Fare la differenza: per ripartire dopo un brutto periodo, il Natale può esser prezioso. Se ci sentiamo soli, con il giusto punto di vista, potremo accorgerci che per tutto questo tempo abbiamo solo visto storto; spesso infatti è proprio cercando di cambiare prospettiva che si riesce a fare la differenza, il punto è partire da noi stessi senza aspettarsi che una situazione poco gradevole cambi da sola.

№ 2 Dedicarsi agli addobbi; addobbare casa o fare l’albero sembra essere diventato un obbligo o una specie di gara a chi lo fa prima o a chi lo fa più bello. Cerchiamo di creare un’atmosfera accogliente non tanto per estetica ma piuttosto per sentirla davvero; se poi  il decorare non è nelle nostre vene non sforziamoci inutilmente perché sarebbe solo sinonimo di stress inutile. Basta poco per fare la differenza: un piccolo fiocco rosso davanti a casa da poter vedere prima di entrare in casa dopo un’infinita giornata snervante per strapparci un sorriso. Non è necessario che sia appariscente, deve riscaldare il nostro cuore non rendere instagrammabile il portone. Una delle cose mi aiutano tantissimo nel mio caso sono le candele. Adoro le candele e mi piace andare a letto, accendere una candela, filarmi sotto il letto e leggere con il suo lume. È vero, non è appropriato per la nostra vista; è vero, è poco comodo ma mi piace e mi aiuta a rendere la giorno migliore.

№ 3  Ritrovare : con il Natale abbiamo la scusa perfetta per riallacciare vecchi rapporti o coltivare quelli che già si ha; perciò dovremmo imparare a trovare del tempo da togliere alle nostre ” responsabilità” per dedicarlo a quell’amica/o o anche semplicemente una persona cara con cui avete piacere a stare. Proporre però è la chiave di volta, perché non possiamo pretendere che siano gli altri: per fare la differenza, bisogna farla noi. Troviamoci a un Bistrot, in un libreria, a casa di qualcuno per vedere un film tutti insieme… Le tre P potrebbero darvi un’idea: Pigiamo, Pizza e Prosecco!

№ 4 Ritrovarsi: l’inverno è la mia stagione preferita ma stare fuori tutto il giorno rende non solo i nostri nervi vulnerabili ma anche cagionevole la nostra salute. Trovare del tempo per farsi una bella bevanda calda, curarsi con un bagno caldo, prenderci cura della nostra pelle, dei nostri capelli … È Natale, dobbiamo trovare del tempo per farle queste cose. Cerchiamo di rendere più costante la nostra skin routine, di praticare un po’ di meditazione al mattino anche a costo di svegliarsi un po’ prima del solito, di mantenere casa in ordine, di cucinare sano… facciamolo per noi stessi!

Con questo post vorrei anche augurarvi ( e augurarmi !!! ) Buone Feste e Buon Natale con la speranza che ognuno di noi possa avere il nostro piccolo miracolo di Natale anche se sono fermamente convinta che, in realtà, il miracolo sia già dentro di noi.

 

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