10 ANNI DI DREAM

img_8404.jpgIl 6 di maggio è stato il compleanno di Dream e per l’occasione sono andata da Alessio a Siena da giovedì sera a domenica. Per qualche giorno, ho anche io assaporato l’intensa vita di maneggio e non me ne sono assolutamente pentita sebbene la sveglia fosse alle 05.30 e alla sera non rincasavamo prima delle 19.30.

Per l’occasione volevo condividere con voi 10 cose su Dream che forse non tutti sanno, in modo da festeggiare insieme i 10 anni che Dream ha con successo appeso al chiodo:

  1. adora il pane secco
  2. si annoia terribilmente a stare al paddock e dopo non molto chiama per essere rimessa in box
  3. è un ex trottatore, non solo figlia di un trottatore
  4. non h ancora imparato a mangiare l’erba con calma e si sposta da una parte all’altra come un’isterica
  5. se gli stai antipatico, soffia dal naso come se stesse starnutendo ma ovviamente è solo un modo per allontanarti … non si arriva ad una mano piena se si contano le persone che gli vanno genio!
  6. sebbene mi veda molto poco, è estremamente affettuosa con me. Il segreto è lo zuccherino, non magia ma mi piace pensare che un giorno la sua estrema tolleranza nei miei confronti si tramuti in affetto
  7. gli è rimasto il vizio di digrignare i denti dall’ambiente delle corse anche se non lo fa molto spesso… ad essere sincera lo fa quando io le risulto troppo appiccicosa!
  8. ha l’anteriore destro mancino
  9. è estremamente ubbidiente durante il lavoro in sella o a corda: a un nostro fischio qualsiasi cosa stia facendo si ferma e presta attenzione a me o ad Ale
  10. Dream, considerandoci un po’ come quelli a cui è permesso prendersi cura di lei, ci fa sentire in un modo tutto suo una famiglia, che di fatto siamo!
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SEQUENZA COMPLETA

5 cose che un cavallo può insegnarci

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Spesso i nostri animali domestici sanno insegnarci qualcosa più di qualsiasi altra persona. Questo non perché siano più sensibili, buoni o intelligenti ma bensì per un motivo molto più semplice: sono diversi da noi. Ogni qualvolta ci poniamo difronte alla diversità possiamo arricchirci di cose nuove o semplicemente imparare a valorizzare ciò che siamo abituati a dare per scontato. Non è personalmente da molto tempo che prendo lezioni di equitazione e a sentire Alessio non sono ancora in grado neanche di allacciarmi gli stivali, eppure in cuore mio., aldilà di assetto, tecniche e filosofie di monta, sento di aver imparato qualcosa anche io; qualcosa che in verità può imparare chiunque da un cavallo:

  1. SAPERSI METTERE IN DISCUSSIONE : tasto molto, molto, molto dolente eppure di estrema necessità. A cavallo nulla è dato per assodato, tutto e dico tutto può essere messo in discussione. Ciò non significa vivere nell’ansia di sbagliare perché nulla è certo ma bensì affrontare ogni situazione con la consapevolezza che sbagliare è il modo migliore per auto migliorarsi. Riprendere i propri passi e consolidare qualcosa non significa esser tornati al punto di partenza ma prender coscienza del fatto che persino ciò che davamo per assodato può essere migliorato o persino cambiato.
  2. EMPATIA : i cavalli sono tra gli animali più empatici con i quali possiamo imbatterci. L’empatia è la capacità di porsi in maniera immediata nello stato d’animo o nella situazione di un’altra persona, con nessuna o scarsa partecipazione emotiva. Un cavallo riesce a capire senza condividere e il loro è un estremo segno di intelligenza nonché di tatto.
  3. LA PERSISITENZA CI RENDE VINCENTI: l’insistenza di un cavallo nel chiederti l’ennesimo pezzettino di carota, farà di lui un cavallo con una carota in bocca prima o poi. Certamente, più prima che poi. Con un cavallo la persistenza ( che non deve esser scambiata con la pretesa di qualcosa ) associata alla pazienza è sicuramente la chiave di volta per riuscire in qualcosa. E cosi, come nell’equitazione anche nella vita, essere persistenti ci aiuta a raggiungere i nostri obiettivi (per questo sono più che sicura che presto o tardi passerò anche io chimica organica!!!)
  4. NON TUTTO RIGUARDA NOI : i cavalli sono, assieme ai cani, gli animali più usati nelle terapie. L’ ippoterapia ci insegna che il concedersi e il pazientare non significa esser sottomessi o esser più deboli ma comprendere l’altro, accettarlo e aiutarlo. Il prossimo può avere esigenze e necessità di carattere più impegnativo e di diverso genere rispetto alle nostre. reagire troppo impulsivamente o non sapersi limitare è sbagliato, piuttosto è invece doveroso renderci passivi e invisibili per aiutare il prossimo.
  5. AMARE : risulta banale e probabilmente lo è davvero ma i cavalli, come molti altri animali, sono dei veri assi in questo. Amare significa donare senza la pretesa di riceve niente in cambio e non è cosi comune come la maggior parte delle relazioni vorrebbe farci intendere. Si ama qualcuno che sia persona o animale quando lo si rispetta, lo si lasca libero e lo si accetta in qualunque modo questo sia. Un cavallo ti studia, ti squadra da testa a piedi, ti giudica e poi ti accetta cosi come sei. Amore é accettazione ma è prima necessario accettare noi stessi prima di accettare qualcun altro: non vedrai mai un cavallo che non è fiero di se stesso seppure pieno di cicatrici.

AGRESTO BREAK TIME

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Agresto è la località in provincia di Siena dove lavora Alessio ormai da quasi un anno. Questo fine settimana, in vista delle vacanze pasquali ci siano accordati per un breve break insieme alla nostra Dream. Niente di straordinariamente bloggherabile, come qualcuno potrebbe pensare, ma assolutamente qualcosa da condividere.

Spesso mi è capitato di ritrovarmi a pensare cosa potessi sinceramente condividere e cosa no, cosa potesse essere accattivante, interessante o instagrammabile; questi pensieri mi hanno sempre portata a pensare in maniera negativa: non sono interessante, non piaccio, non ho niente da dire, cosa voglio fare, ma con chi mi voglio confrontare …

Niente di tutto questo potrà mai essere costruttivo,

né per me né per nessun altro. Invece di autocommiserarmi ( cosa in cui penso di avere un talento naturale ) ho pensato allora a cosa che mi rendesse felice e cosa mi facesse sentire ricca: Dream.

Dream intesa come un essere che respira e nitrisce, Dream come idea utopica, Dream come prospettiva di futuro. Si, indubbiamente anche Alessio ma credetemi quando vi dico che Alessio senza Dream si sentirebbe come se voi giraste per le strade privi di biancheria intima: nudi e senza un senso. Ragion per cui non se ne avrà male se per sentimento Dream venga anche solo mezzo cm prima di lui.

Dream non è solo il nostro cavallo ma è un perno e collante. Infondo ognuno di noi ha qualcosa che lo tiene aggrappato alla sua realtà sia sotto gli aspetti positivi che negativi, per noi è lei. So per certo che per alcuni può suonare strano che un animale possa esser cosi tanto ma sforzatevi di capirci.

Nel suo non esser niente di speciale se non sė stessa, Dream è il nostro tutto.

Il break è stato come mi aspettavo: genuino e rigenerante. Io e Ale ci siam goduti il nostro tempo mangiando molto, camminando per Siena, chiacchierando e coccolando Dream.

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 Meglio di questo non potrei chiedere!

P.S  anche secondo voi Dream tende un po’ troppo spesso a mettersi in posa di profilo? (confrontate con gli altri post o foto DREAM , LAST BUT NOT LEAST , IN “ON MY DREAM” AGAIN , DI NUOVO COME SE FOSSE LUNEDÍ ) Secondo noi ha decisamente la stoffa da Horse Influencer!

 

ARIA DI PRIMAVERA

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Dicono che la stagione dei cavalli sia l’estate ed è sicuramente vero ma la mia stagione preferita rimane sempre e solo la primavera.

Tutto in questa stagione si risveglia: le temperature si alzano e le giornate si allungano il gusto, la pioggia mantiene una leggera aria fresca e tutto intorno fiorisce. I cavalli, si svegliano anche loro: sono più allegri, sono più attenti e lavorano più volentieri. Per questo possono risultare un po’ irruenti e bisogna stare attenti che non si facciano male, ma vederli passare del tempo in paddock a mangiucchiare l’erba e sgranchirsi non ha che pari. L’erba è più fresca e ricca sia di proteine che di zuccheri rispetto a quella invernale. Le specie di erba più adatte all’alimentazione dei cavalli sono il loietto permanente, il fleo dei prati, la festuca rossa e il trifoglio ma inizialmente si sa che i cavalli, abituati ad un altro tipo di alimentazioni, non hanno gli enzimi necessari per degradare l’erba primaverile per questo è consigliabile mettere il cavallo fuori al pascolo in maniera graduale in modo di far abituare la sua flora intestinale senza ricevere sorprese poco gradite, specialmente con il trifoglio.

La primavera è anche il periodo degli amori e le cavalle vanno in calore: possono nascere coppie o nel caso si abbia una cavalla poco socievole come lo è la nostra Dream, bisogna stare attenti che non pesti qualche cavallo avvicinatosi con altre intenzioni. Anche il modo di montarli potrebbe cambiare: un cavallo caldo solitamente si monta in maniera più leggera e senza speroni mentre nel caso di cavalli freddi, si può sempre sperare in una giornata buona che lo inciti da solo a prendere le giuste iniziative. Il bello con i cavalli è che non esistono metodi universali e la regola è solo una: cercare una comprensione reciproca attraverso il rispetto sia dato che preteso.

È pur vero che una volta finita l’ora in sella bisogna stare attenti a quanto sono sudati per poi lavarli, asciugarli (assicurandoci che non vadano in box ancora bagnati),  che gli sbalzi di temperatura ci impongono di cambiare le coperte da pile a cotone e da cotone a pile in maniera del tutto poco prevedibile e che gli insetti come mosche, moscerini e zecche incominciano a girargli intorno ma è pur sempre bello, a mio parare, vedere un cavallo felice, al sole che si gode una bella scorpacciata di erba fresca dopo una buona ora di lavoro.

Infine, ma per quanto mi riguarda di meno importanza, con la stagione primaverile iniziano i concorsi; per esempio, al momento in toscana abbiamo il Toscana Tour presso l’Equestrian center di Arezzo. Per gli amanti del salto ostacolo potrebbe essere un occasione per vedere tanti bei cavalli montati da rispettabili cavalieri o come nel mio caso, approfittare degli stand per un po’ di equi shopping!

Dicono che la stagione dei cavalli sia l’estate ma per me sarà sempre e solo la primavera!

cosa non dire a chi possiede un cavallo

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Gli inglesi le chiamano Good Manners, in francese si parla di Bon Ton e in italiano viene solitamente espresso come il Galateo ma il concetto è sempre lo stesso: educazione. Ogni ambiente ha le sue regole e di conseguenza anche quelle accortezze nel porsi o nell’esprimersi si caratterizzano da ambiente a ambiente.

L’equitazione è uno sport diverso dagli altri, praticato in un ambiente diverso dagli altri con regole diverse eppure spesso come in quasi in tutti gli ambienti è possibile trovare persone se non maleducate per loro coscienza, decisamente inopportune. In particolar modo, alcuni aspetti andrebbero saputi opportunamente trattare:

ℕ.1 NON FAR NOTARE I DIFETTI ESTETICI DI UN CAVALLO CHE NON SIA IL VOSTRO

È certamente vero che non tutti i cavalli sono uguali o perfetti ed è normale, come nelle persone, che possano avere qualche difetto estetico ma secondo il principio per il quale ” ogni scarrafone è bello a mamma sua” per ogni proprietario il suo cavallo è speciale e in quanto tale, anche bello. Evidenziare eventuali difetti, dei quali gli stessi proprietari ne sono già pienamente a conoscenza, non è educato.

ℕ.2 NON DIRE CHE UN CAVALLO È UNA CHIAVICA 

Riprendendo il primo punto sul fatto che solitamente un proprietario è pienamente cosciente delle capacità del proprio cavallo (solitamente quello che non si riesce a comprendere intuitivamente sono i propri limiti, non quelli del cavallo), far notare in maniera esplicita e poco educata i limiti di un cavallo che non sia il proprio, non si fa. È eventualmente possibile dare un’opinione se la propria posizione ce ne dà il diritto o se espressamente richiesta. L’istruttore o la persona che segue in maniera molto vicina il binomio, se necessario, potrebbe far notare qualche difetto fisico che ricade nell’attività equestre del cavallo per eventualmente poter compensare i difetti di quest’ultimo con degli aiuti da parte del cavaliere. Chi non è direttamente coinvolto, dovrebbe essere tanto educato da non commentare in tal proposito. Anche la terminologia con cui ci si esprime è importante: un cavallo ha un’andatura irregolare, non è zoppo.

ℕ.3 NON METTERE IN DISCUSSIONE IL BINOMIO

Esattamente come per l’aspetto estetico e le capacità sportive di un cavallo, sarebbe opportuno non andare in giro a dispendere consigli su come una persona dovrebbe montare o meno. Non importa quanta esperienza si abbia o ancor peggio si pensi di avere, è comunque opportuno non mettere in discussione il percorso che un binomio sta affrontando. Se si vede qualcuno montare in un certo modo e non se ne condivide il metodo, è saggio in ogni caso tacere. Il soggetto in questione avrà un istruttore competente in materia, si spera, o persone che lo seguono senza il bisogno di ” so tutto io” che interferiscano con “consigli”. È senza dubbio naturale crearsi delle opinioni e, con l’esperienza, farsi un bagaglio culturale tale da avere tanta sicurezza nelle proprie capacità da commentare il lavoro altrui ma se non si conosce affondo sia il cavaliere e il cavallo o se non espressamente chiesto, risparmiarsi è cosa buona e giusta. L’equitazione è uno sport in cui non si smette mai di imparare e di affinare le proprie capacità: ognuno di noi si dovrebbe concentrare sul proprio percorso e non quello altrui.

Queste tre considerazioni credo possano riassumere in maniera abbastanza esauriente quell’educazione necessaria per vivere e convivere nell’ambiente equestre. Di accortezze tuttavia ce ne sarebbero molte, molte e molte altre ancora e l’educazione da tenere non è mai abbastanza, come in ogni altro ambiente, specialmente quando non si ha molta confidenza con le persone.

Siamo educati, siamo gentili, siamo rispettosi! 

 

♘ COME CI MOSTRANO VS. COME SIAMO

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Questo è uno di quelle cose di cui volevo parlare da tempo ma che per paura e premura non ho mai fatto. Presupposto che l’esperto in materia qui è solo Alessio e che la mia conoscenza dei cavalli e tutto ciò che ne concerne si aggira intorno allo zero assoluto, vorrei in ogni caso parlare di un tema di natura piuttosto superficiale ma penso caro un po’ a tutta la categoria.  La visione di noi “amanti dei cavalli” o di coloro che di fatto si cimentino in attività con cavalli, rappresentata in film, riviste di moda, pubblicità di ogni genere e luoghi comuni in maniera ben diversa da come stanno le cose.

Tre sono i punti in cui vorrei soffermarmi e pregherei chiunque ne voglia di intervenire commentando:

№1: Abbigliamento ed accessori

fc943d892b86fdc5d002f40105e6680dGioielli e bracciali non sono poi così comunemente indossati da chi ha che fare con i cavalli. È senza dubbio possibile indossare un orologio o un piccolo accessorio non molto ingombrante ma qualsiasi cosa potrebbe essere d’intralcio al lavoro che state facendo. Spesso è necessario applicare più impeto e decisione nei movimenti per renderli più chiari al cavallo e un anello ingombrante che strofina tra le tue dita e le redini che stai fcc3dfadbe3e0cd058efea7e07860031utilizzando potrebbe darti molto fastidio oltre che farti male. Un bracciale potrebbe non intenzionalmente appuntarsi o peggio ancora, rompersi ed andare perduto per sempre nel campo. In più spesso -ma non sempre – è consigliato l’uso dei guanti per evitare la formazione di calli o per prevenire i tipici problemi dovuti all’innumerevoli intemperie che chi va a cavallo è sottoposto a subire. Più o meno la stessa cosa vale per l’abbigliamento; le regole da gara sono indiscutibili ma quando ognuno di noi è casa, non è molto comune montare con camice bianche e pullover crema anche perché la probabilità che rimangano intatti e puliti è più o meno quanta quella di un fiorellino illeso al passare di una mandria di bufali: zero!

№2. Tempo ed energie

IMG_5291In molti pensano che andare a cavallo sia facile: stai li sopra ed essenzialmente fa tutto lui. È vero, il cavallo fa tutto quello che gli fai fare , il che spesso – specialmente quando sono puledri e devono esser domani ma anche dopo – non è poi cosi una passeggiata. Andare a cavallo costa energie, molte ! Le energie in più devono essere meticolosamente calibrate con la pazienza e la comprensione, altro aspetto che sicuramente po’ risultare facile ma vi assicuro che non è di certo semplice. Andare a cavallo poi costa tempo: mediamente per un’ora di lezione ci si deve presentare minimo mezz’ora prima per preparare il cavallo e una volta finita devi sistemarlo e accertarti che tutto sia andato bene durante l’allenamento: se necessario devi fare fasce, medicature e fare tutto ciò che è essenziale per la salute del cavallo. Tutto ciò potrebbe portare via molto tempo, molte energie e farti ritornare a casa dopo circa 4 ore sporco, puzzolente e molto stanco: idilliaco!

№ 3 Ceto sociale

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Il cavallo è sicuramente un animale che richiede molte attenzioni e piuttosto costoso ma non è necessario venire da una famiglia dell’alta borghesia per approcciarsi a una delle sue discipline. È comune pensare che chi possiede un cavallo o va a lezione di equitazione, sia lo zio Paperone del gruppo ma spesso la realtà dei fatti è che dietro ci sia solo un semplice ragazzo/a che preferisce fare molto (moltissime) rinunce pur di imparare o di passare del tempo con un animale tanto nobile quanto il cavallo. Le rinunce possono essere banali, come non uscire ogni sabato sera con amici o di carattere più strettamente economico finendo per utilizzare tutti i tuoi soldi in cose necessarie per il cavallo o eventuali iscrizioni a concorsi.

 

DI NUOVO COME SE FOSSE LUNEDÍ

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Questa domenica Ale mi ha fatto un regalo: verso 12.30 mi ha chiamata dicendomi che mi sarebbe venuto a prendere dai miei nonni per portarmi da Dream e stare un po’ con lei.

È quindi arrivato dopo poco più di un’oretta e ho passato tutto il pomeriggio con lei.

Dream, contrariamente al suo solito, è estremamente paziente con me; non le fa piacere che qualcuno le stia troppo intorno, le dia fastidio o le faccio le foto ma credo che la mia invadenza supportata da un notevole carico di zuccherini abbia vinto sulla sua natura scostante e alla fine si sia come rassegnata.

Possiamo stare insieme in paddock senza che lei si arrabbi, posso farle foto ed avvicinarmi senza che incominci a correre o tenti di togliermi un orecchio. Si fa pulire, scaricare gli zoccoli, pettinare, strofinare dolcemente il musetto senza batter ciglio e credetemi che niente potrebbe rendermi più felice.

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È forse vero che non ci sono molte foto che possono testimoniare la cosa, eccetto forse questo mini filmato su Instagram ma è anche vero che sono momenti speciale e chiunque credo possa capire quanto sia importante poterseli godere a pieno ed esser grati di quello che si ha.

Sono molto grata per aver incontrato Alessio nella mia vita e lo sono ancora di più per aver trovato Dream. ♥