AMOR PROPRIO

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Gli impegni sono alle stelle e la mia ansia potrebbe essere usata come energia alternativa; spesso quando sono al telefono con Alessio sono molto nervosa e solo a fine della chiamata mi rendo conto di quanto poco trattabile io sia stata. In più ogni volta che mi mi sdraio nel letto un senso di vuoto e di angoscia mi pervade non permettendomi di dormire anche se, stanca come sono, vorrei tanto. Mantenere un self control per me non é mai stato facile, perché sebbene in apparenza io appaia molto serena, dentro mi logoro fino a star male. In più, riuscire a rimanere calmi in certi periodi è molto difficile, come  altrettanto difficile è trovare un modo per allontanare la tensione in qualsiasi modo. Cercando online ho trovato dei consigli che mi stanno aiutando e che mi piacerebbe condividere:

  • IMPEGNARSI PER CONCLUDERE UN IMPEGNO ALLA VOLTA

Spesso, quando si hanno tante cose da fare, viene naturale sentirsi sopraffatti e pensare a tutte queste cose messe insieme senza capire come uscirne indenni. Per prima cosa, il primo passo per organizzarsi al meglio – come in tutte le cose – é riconoscere di non essere poi cosi organizzati come si pensava. Accettare di avere tanti pensieri e di non avere la più pallida idea di come organizzarsi é un ottimo modo per fare prima pace con se stessi e poi risolvere la cosa. Come?

  1. fai una lista dei tuoi impegni chiamandola “COSE CHE MI PIACEREBBE FARE” piuttosto di “COSE DA FARE”
  2. di questa lista evidenza gli impegni inderogabili
  3. scrivi accanto le date
  4. scrivi nuovamente la lista in ordine cronologico mettendo data, luogo e ora
  5. focalizzati in un impegno alla volta

 

  •  ELIMINA LO STRESS SUPERFLUO

Oltre al comprensibile stress per gli impegni, andiamo sempre incontro anche a quei piccoli ma logoranti stress giornalieri come un telefono che vibra incessantemente, una linea wifi poco presente, la lavatrice che si rompe prima di una cena o peggio dimenticarsi le chiavi dentro la toppa della porta e vedersi costretti ad entrare in casa propria come ladri ( si, mi sono successe tutte… tutte!). Calm down, respiro profondo e andiamo avanti… come?

  1. se ti piace essere creativa, comprati un bullet journal
  2. dopo cena, fatti una tisana e colora un quaderno anti stress
  3. non perdere tempo a lamentarti di ciò che non funziona ma mettiti come regola che puoi lamentarti solo una volta al giorno, tanto per aiutarti a sfogare
  4. se l’idea ti piace, inizia a fare meditazione. Non porta via molto tempo, in realtà ti basta anche solo 5 min prima di andare a letto
  5. spegni il telefono prima di andare a letto
  6. se vuoi rilassarti in bagno, non portare il telefono ma un libro o un giornale
  7. non usare il telefono o il computer quando mangi

 

  • FOCALIZZATI SUL PRESENTE

È bello essere organizzati e cercare di avere le cose sotto controllo ma spesso a forza di organizzarci ci immaginiamo scenari poco credibili o che comunque non sono reali al momento. Non fatelo, perché é solo un’inutile perdita di tempo e crea aspettative che potrebbero demoralizzarvi invece che aiutarvi. Come?

  1. presta attenzione a ciò che fai e non assentarti
  2. non essere multi task (non troppo almeno)
  3. una volta che sei focalizzato in quel che fai, cerca di notare qualcosa di nuovo riguardo a quella situazione che stai vivendo… anche solo se dovesse trattarsi di far caso a una macchina nuova nella vostra tovaglia!

AVOCADO TOAST

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I corsi universitari sono al termine e in queste mattine tendo a svegliarmi più tardi, un po’ per la stanchezza accumulata, un po’ perché ne ho semplicemente voglia. Quando mi sveglio quindi non sento più il bisogno del latte caldo con giusto qualcosina da sgranocchiare ma piuttosto di qualcosa di energico che mi faccia partire subito in quarta. L’avocado toast, accompagnato al succo di mirtilli, che provo già da un po’ di tempo sembra essere un’ottima alternativa alla mia classica colazione.

L’avocado è chiamato scientificamente Persea americana, è una specie arborea da frutto che appartiene alla famiglia delle Lauracee, originaria del Messico e del Centro America. È famoso per essere ricco di grassi monoinsaturi, vitamine del gruppo B, vitamina K, potassio, vitamina E e vitamina C che lo rendono un ottimo antiossidante, riduzione del rischio cardiovascolare, aumento del senso di sazietà con conseguente perdita di peso e aumento della fertilità.  Per fare un toast all’avocado è molto semplice: per prima cosa metti a tostare una fetta di pane, solitamente io uso quello integrale e nel frattempo prendi un avocado, lo tagli a metà, gli togli la buccia e lo tagli in tante piccole fettine. Una volta pronto il pane ci stendi con il coltello un po’ di Filadelfia, aggiungi l’avocado e condisci con olio, sale e pepe a piacere.

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Anche il succo di mirtillo, sia rosso che nero, contiene anti ossidanti e aiuta il corpo a rimuovere e ad eliminare il grasso accumulato grazie ai suoi acidi organici. Io ne bevo un bicchiere semplice ma potrebbe essere un’ottima alternativa nei prossimi pomeriggi caldi aggiungere dell’acqua gassata con del ghiaccio per ottenere una bevanda rinfrescante e salutare. Il succo di mirtillo si trova nei super mercati, nel reparto bio o parafarmacia, e nelle erboristerie.

 

 

NOTA & ANNOTA

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Sebbene il mio sia solo un semplice passatempo e non un lavoro, ultimamente ho decisamente trascurato il blog ed è quindi ora di darsi una svegliata. Le cose da fare ultimamente sono state molte, specialmente nell’organizzarmi con gli esami e – come potrete ben immaginare – la mia ansia era alle stelle. In questi ultimi tempi poi,  ci sono stati un po’ di cambiamenti anche se niente di assolutamente rilevante che hanno scombinato la mia routine. Personalmente sono una persona che è molto legata alla sua routine, perciò difficilmente apprezzo subito un cambiamento anche se risulta essere sicuramente positivo. Ciò influisce anche con i miei rapporti con altri facendomi diventare più chiusa e poco incline a condividermi. Vorrete quindi scusarmi per essere stata decisamente poco presente e mi auguro con un minimo di organizzazione di ritornare a condividere quello di cui sono grata. La gratitudine è un aspetto della mia vita che mi piace coltivare più che posso. In realtà non è sempre stato cosi: c’è stato un tempo infatti, non molto lontano, in cui per me “l’erba del vicino era sempre più verde”. Poi ho conosciuto Alessio e il suo modo di vedere, il suo stile di vita mi hanno fatto cambiare idea: non mi manca niente e, in realtà, mi sento molto fortunata di avere quello che ho.

Bando alle ciance ecco la lista, totalmente a caso, delle cose che mi sono piaciute in questi mesi:

  1. Ho rivalutato completamente la mia mini Moleskine : piccola, utile, sempre con me!
  2. Sempre piccola, sempre utile ma alla moda è stata la piccola borsa di paglia di H&M
  3. Pensavo che non li avrei usati più e invece i quattro giorni passati Siena per il compleanno di Dream, sono stati una risorsa: Hunter Boots
  4. Le stagioni dettano legge, sopratutto in fatto di cibo: Francesca Acciardo, oltre ad essere una blogger che ormai seguo da anni, mi ha convertita al #avocadotoast addiction … In più non faccio altro che mangiare fragole su fragole!
  5. Questi quattro giorni a Siena da Ale sono stati molto produttivi: mi sono spupazzata Dream fino all’esaurimento ( il suo, povera! ) , Ale mi ha viziata in modo imbarazzate portandomi sempre a cena fuori e facendomi un regalo anticipato per l’anniversario: pantaloni da equitazione di Cavalleria Toscana  !!! That’s Amore !! ♥
  6. Gli esami si avvicinano in modo spaventoso, le mie penne preferite sono le Faber Castell ball pens 1423 
  7. Libro che sto finendo: Piccoli Borghesi; libro che inizierò subito dopo: Chiamami con il tuo nome
  8. Piccole ritrovamenti, grandi gioie: Rossetto Chanel Rouge Allure 135 Énigmatique dentro la tasca interna di una borsa
  9. Quest’estate aiuterò al maneggio il mio istruttore nei campi estivi, per questo credo che la crema solare  a spray sia la più pratica piuttosto di quella in crema. Sempre Spray è la crema dopo doccia dell’Aveeno. Odio la sensazione di appiccicoso che le creme mi lasciano per questo preferisco sempre quella in Spray.

Per il momento è tutto, alla prossima! 

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10 ANNI DI DREAM

img_8404.jpgIl 6 di maggio è stato il compleanno di Dream e per l’occasione sono andata da Alessio a Siena da giovedì sera a domenica. Per qualche giorno, ho anche io assaporato l’intensa vita di maneggio e non me ne sono assolutamente pentita sebbene la sveglia fosse alle 05.30 e alla sera non rincasavamo prima delle 19.30.

Per l’occasione volevo condividere con voi 10 cose su Dream che forse non tutti sanno, in modo da festeggiare insieme i 10 anni che Dream ha con successo appeso al chiodo:

  1. adora il pane secco
  2. si annoia terribilmente a stare al paddock e dopo non molto chiama per essere rimessa in box
  3. è un ex trottatore, non solo figlia di un trottatore
  4. non h ancora imparato a mangiare l’erba con calma e si sposta da una parte all’altra come un’isterica
  5. se gli stai antipatico, soffia dal naso come se stesse starnutendo ma ovviamente è solo un modo per allontanarti … non si arriva ad una mano piena se si contano le persone che gli vanno genio!
  6. sebbene mi veda molto poco, è estremamente affettuosa con me. Il segreto è lo zuccherino, non magia ma mi piace pensare che un giorno la sua estrema tolleranza nei miei confronti si tramuti in affetto
  7. gli è rimasto il vizio di digrignare i denti dall’ambiente delle corse anche se non lo fa molto spesso… ad essere sincera lo fa quando io le risulto troppo appiccicosa!
  8. ha l’anteriore destro mancino
  9. è estremamente ubbidiente durante il lavoro in sella o a corda: a un nostro fischio qualsiasi cosa stia facendo si ferma e presta attenzione a me o ad Ale
  10. Dream, considerandoci un po’ come quelli a cui è permesso prendersi cura di lei, ci fa sentire in un modo tutto suo una famiglia, che di fatto siamo!
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SEQUENZA COMPLETA

LESS IS MORE, ALWAYS.

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orecchini, borsa, pantaloni, costume (simile)

Non credo di potermi ritenere una persona minimalista ma posso dire con estrema certezza che mi piace poter contare su poco, purché sia buono. Non mi sto solo riferendo a come mi vesto e ciò che solitamente mi piace indossare ma piuttosto a come solitamente vivo la mia quotidianità. Confrontandomi, negli anni con coetanee e non, durante viaggi, gite fuori porta o anche soltanto per stare tutto il giorno all’università mi sono resa conto di quanto poco io abbia bisogno per stare bene: la mia valigia era sempre quella più piccola durante i viaggi, per le gite fuori porta mi è sempre bastata una borsa comoda e delle buone scarpe e all’università in realtà l’unica cosa di cui ho davvero bisogno è un buon pranzo e qualche stuzzichino in cui affogare la mia ansia perenne.

Non tutti ovviamente siamo uguali, eppure credo che con poco ci si possa sentire molto ma molto più leggeri e in ogni senso; l’unica cosa in cui si dovrebbe abbondare è la praticità. Per essere più chiari, di recente sono stata per il 25 Aprile a una bracciata con alcuni compagni di corso e le ragazze erano piene di cose: magliette, magliettine, fermagli, acqua, cibo, trucchi, ogni possibile ghiacchetto per ogni tipo di cambiamento climatico … Insomma avevano l’armadio in una borsa.

Ed io? l’outfit era semplicemente quello nella foto con solo una camicia sopra in caso si fossero abbassate le temperature. La borsa per quanto piccola conteneva l’essenziale: pacchetto di fazzoletti, burro di cacao, soldi, telefono e caricatore. Inizialmente mi sono sentita impreparata a vedere chi mi circondava poi in realtà ne sono stata contenta del mio poco ma pratico essenziale

Il fatto è che farebbe comodo sempre tutto ma quasi niente è indispensabile 

Per questo ogni volta che mi devo organizzare per fare qualsiasi cosa mi faccio tre semplici domande:

  1. dove ?
  2. quando ?
  3. mai senza ? 

La prima domanda è intuibile: in base al dove cambiano le esigenze: mare o montagna, festa di compleanno o università  e cosi via …

Il periodo o la stagione allo stesso modo ci fa già fare una notevole scrematura di ciò che potrebbe servirci o meno.

Il mai senza è già qualcosa di più personale, nel mio caso sono due le cose: telefono (caricatore ovviamente) e soldi.

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Queste mie tre domande le applico in ogni cosa e per qualsiasi situazione influenzando il mio stile di vita da ogni punto di vista. Questa mattina per esempio, ho trovato difficoltà mentre ero in coda da Zara nel capire la necessità di provarsi prima ( che fatica! ) e comprare poi tre o quattro maglie e altrettanti pantaloni. Non sono necessari! Necessario è però comprare le cose giuste, che rispecchino la nostra personalità aldilà di mode o tendenze. Una metodo efficace per capire se qual capo o oggetto vi possa servire o meno è pensare:

  • a quando metterlo/ utilizzarlo
  • quanti altri capi o oggetti avete simili e scartarlo nel caso in cui l’elenco superi il numero 3
  • valutare se possa abbinarsi con almeno la metà del vostro armadio: se sì prenderlo, altrimenti posarlo o valutare se possa davvero gratificarvi il suo utilizzo.

Il ridurre tutto al necessario mi ha permesso negli anni non solo di risparmiare qualche spicciolo ma anche di capire meglio i miei gusti e di spendere solo in base a questi.

Mi ha resa inoltre più ordinata e organizzata, puntale, pulita e coerente non solo con me stessa ma anche con gli altri.

I benefici sembrano anche troppi per essere veri ma vi assicuro che rendere libero il vostro stile di vita da ciò che è superfluo vi farà sentire leggere come libellule!

PULIZIE PRIMAVERILI

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Con la primavera oltre ai fiori e la bella stagione, si sa, arrivano anche le pulizie.

La maggior parte delle persone quindi si adopera per riciclare qualche vestito che tiene rinchiuso nell’armadio da anni, butta qualche cartaccia ormai non utile, lava le tende ect… Alcune volte invece è necessario adoperare una pulizia di diverso genere: allontanare nella nostra vita situazioni o persone che ormai più che arricchirci ci privano di qualcosa: la serenità .
No, non reciclate ancora una volta con la speranza che le cose si sistemino da sole.
Ognuno di noi ha una sola vita da vivere e rimanere incastrati in situazioni che ci stressato non ci renderà persone migliori solo perché dentro di noi pensiamo che forse le cose potranno cambiare o quelle persone potranno cambiare/capire.
Certe situazioni si chiudono e basta!

Chiudere una porta però non è sempre facile, anche se si ha la certezza di poter aprire un portone dopo, ecco allora qualche motivazione in più per farlo.

  1. NULLA CAMBIA SE NULLA CAMBI, questa è una legge universale tanto quanto quella di Murphy. Sei tu l’artefice del tuo destino e non pensare che le cose possano esser dettate dal destino/karma. Se una situazione non ti sta più bene, qualcuno ti ha mancato di rispetto più volte (in realtà ne basta anche solo una!) o semplicemente non ti senti a tuo agio per qualsiasi motivo, fai in modo che cambi! Sii il primo a cambiare e sii il primo a pretendere che le cose cambino perché nessuno lo farà mai davvero al posto tuo.
  2. NON DARE NULLA PER SCONTATO, spesso si pensa e si spera anche che le persone si comportino in maniera corretta con te, solo perché tu sei il primo a farlo con loro. Niente di più sbagliato e demotivante da pensare! Alcune persone infatti nascono prive di buon senso e non hanno la minima capacità di capire che in ogni cosa c’è un limite oltre il quale si sta degenerando. Esprimiti! Di in maniera chiara ed esplicita che quel qualcosa a te non sta affatto bene senza aspettare che le persone cambino o capiscano di aver sbagliato
  3. NON PROVARE RIMORSO PER CIÒ CHE SI È FATTO, ogni decisione e ogni parola dovrebbe esser ben ponderata e possibilmente espressa nella maniera più educata e consona possibile, ragion per cui una volta che si è presa o detta non si torna più indietro. Non credete a quelle persone che creano una situazione spiacevole o dicono cose spiacevoli a più riprese e poi si scusano perché in realtà non sono dispiaciute affatto; allontanarsi da certi soggetti vi farà bene esattamente come un mese di vacanza spesata. Inoltre non state perdendo assolutamente niente di importante perché l’unica cosa davvero essenziale per ognuno di noi è se stesso e quelle persone che sapendoci stare accanto nel modo giusto ci apprezzano, ci fanno stare bene e ci insegnano sempre qualcosa di nuovo.

Ognuno di noi, con pregi e difetti, merita di vivere la propria vita nella maniera più serena possibile per ciò abbiate il coraggio di fare qualche pulizia primaverile extra senza indugio.

MIA CARA VIOLET,

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Io e Benedicte ci conosciamo dall’estate del 2007; io Italiana e lei Francese ma con padre italiano. A inizio inverno 2008, anno in cui iniziano a datarsi le nostre lettere, iniziammo cosi un’amicizia epistolare che durò ben tre anni prima di rivedersi a Parigi per il mio 18esimo compleanno nel 2011. In quelle lettere c’è parte della nostra vita come d’altronde in qualsiasi lettera possa chiamarsi tale. Ad oggi continuano periodicamente a scriverci a discapito di email, Facebook e WhatsApp.

Virginia conosceva molto bene l’arte dell’epistole; sebbene negli anni della Woolf ormai le donne avevano già incominciato a scrivere in riviste letterarie e non, senza la necessità di dover per forza usare un alter ego , l’arte di scrivere lettere rimane un qualcosa a cui le donne sono intimamente affezionate. Attraverso la lettera si può esser davvero se stessi o tentar di finger meravigliosamente camuffando con strategiche parole i propri sentimenti; in una lettera siamo noi che scegliamo chi essere e come mostrarci ma spesso è un arte cosi semplice e intima che non si finge mai.

Il libro raccoglie le lettere che vanno dal 1896 al 1912 anno in cui poi da Virginia Stephen diventerà Virginia Woolf. Sono quindi lettere di una giovane donna che ripercorrono varie fasi della sua vita: dalla pubertà in cui si diverte, gioca, ironizza, storpia i nomi a cui scrive con sciocchi ma piuttosto significativi nomignoli e soprattutto studia per poi attraversare un periodo molto difficile fatto di lettere scritte con una mano flebile e tremante in cui Virginia cerca di lottare contro la sua depressione per i susseguirsi di lutti avuti in casa e il suo debole carattere.

A molti leggere epistolari non piace perché risulta più difficile che in un romanzo trovare un filo logico o una trama. È vero che la lettura di epistolari può risultare poco fruibile ma Virginia scrive lettere come se stesse scrivendo il romanzo della sua vita. Ogni cosa se non è scritta sembra non esser mai accaduta e i susseguirsi di accadimenti hanno una loro protagonista. C’è infatti nelle lettere di Virginia, come nella sua vita, una protagonista: Violet Dickinson. Violet è molto più che una cara amica per Virginia e sarà lei a trovare la chiave di violino per riuscire a leggere la sua musica. È un’amicizia molto costruttiva per entrambe ma specialmente per Virginia e mi sono rivista, sebbene io e B abbiamo un’amicizia diversa, nei suoi panni.

Ricordati che le donne – adorabili – possiedono un istinto molto sottile, la telepatia senza fili, al confronto, non è nulla, che vanifica ogni simulazione, per cui io so quello che vuoi dire anche se non lo dici e spero che sia lo stesso anche per te.

Grazie a Violet, Virginia supera la sua crisi e il tentato suicidio, inizia a scrivere per giornali come il “The Guardian”, “The Cornhill”, “ The Times Literary Supplement”. L’aiuto concreto di Violet e di altre sue amiche le permette di ottenere un lavoro, crearsi una professione che la emancipa economicamente e le permette di esprimersi intellettualmente.

Con il susseguirsi del tempo e delle lettere Virginia fiorisce con una margherita in un prato a primavera e sebbene la sua malattia non la lascerà mai lei sempre cercherà al tramonto di una crisi di aprirsi come un fiori con il sorgere del nuovo giorno. Prende più conoscenza di se, a riprova che scrivere lettere è come guardarsi allo specchio, e capisce cosa vuole fare della sua vita.

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Una lettera dovrebbe essere limpida come una pietra preziosa, uniforme come un guscio d’uovo, e trasparente come vetro. (Lettera a Violet Dickinson del 16 dicembre 1906)

  • Titolo: Virginia Woolf, ritratto della scrittrice da giovane
  • Autore: Virginia Woolf
  • Pagine: 315
  • Editore: Utetlibri