WOMANKIND

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Ultimo giorno del 2017 e preludio del 2018; per questo anno mi sono fatta dei propositi ed è bene iniziare subito prima che mi perda durante il corso dell’anno. Questa mattina dunque di buon ora sono uscita di casa e dopo un’ottima colazione sono passata in edicola per comprare un quotidiano. Ho preso quello che più mi aveva colpito e non credo di aver fatto male.

In prima pagina c’era questo articolo che mi piacerebbe riportare:

Nel 2017 abbiamo assistito a tragici fatti di cronaca: stupri, omicidi, violenze su compagne o ex compagne, o donne che hanno avuto la sfortunati diventare oggetto del desiderio di qualche squilibrato. Donne vittime perché donne. Donne che volevano andarsene, o soggiogate in una ragnatele di soprusi e sensi di colpa, donne che hanno detto di no. Questa realtà ci accompagna da sempre, ma una diversa consapevolezza negli anni l’ha resa più inaccettabile e ora ne parliamo di più , cerchiamo di riporvi rimedio. Ci accompagna da sempre perché sempre sono esistiti ruoli di generi imposti che hanno fatto confluire rabbie, frustrazioni, desideri malati verso chi rompe schemi sui quali il carnefice ha costruito la propria identità, l’oggetto sul quale è legittimo esercitare potere. Stereotipi, radicati nella società dominate dagli uomini per secoli, hanno assunto la forma di regole codificate e leggi – e di alcune di esse ci siamo liberati da pochi decenni. Ora che ne avvertiamo l’intollerabilità non è facile liberarsene. Anzi, proprio perché le donne cercano di liberarsene, le reazioni si intensificano e vanno dallo spaiamento alla violenza. Non assistiamo solo a eclatanti violenze, ma anche violenze più sottili, come ricatti nei luoghi di lavoro comportamenti discriminanti. L’instabilità emotiva, la propensione alla cura, la facilità di occuparsi anche della mansioni più pratiche , sono stereotipi durevoli che minano l’autorevolezza delle donne nel lavoro e nella dimensione pubblica. Cosi come le più antiche idee del  possesso e della divisione dell’universo femminile in mogli e puttane sono calamite per la violenza. Uomini e donne sono diversi, ma se non dubitiamo della loro differenza biologica, ogni tentativo di generalizzare diversità psicologiche nel contesto sociale e pubblico produce gabbie, alimenta false pretese, costruisce potenziali bersagli. Una società si basa sulla divisione dei ruoli ma il grande passo per far si che questi ruoli non si trasformino in catene o in alibi per distorti rapporti di potere sarebbe quello di accettare che ogni individuo possa entrare nei ruoli che più gli aggradano. Donne e uomini sono prima di tutto persone; riconoscere la libertà di ognuno di vivere il proprio genere seguendo le proprie inclinazioni e non pretendere di trovare sé stessi imponendosi all’altro, ingabbiandolo in stereotipi, sarebbe la strada da percorrere. Sarebbe bello che, cominciando dalle madri e dai padri, negli anni a venire a questo si educassero bambini e bambine.

di Sofia Ventura, pubblicato ne La Nazione, domenica 31 Dicembre 2017

Buon 2018, a tutti! 

 

INTREPIDO 2018

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Pensate sia troppo presto per stilare una lista di possibili buoni propositi per l’anno nuovo?! Io dico di no, perchè se l’intenzione è quella di mettersi d’impegno allora c’è bisogno di partire in anticipo ed organizzarsi. Ho pensato che quest’anno arriveranno i fatidici 25 anni e che da questo anno in poi non farò altro che diventare più saggia (che poi è modo carino per dire a me stessa che d’ora in poi si fanno i conti con le creme anti age!) . Sinceramente, la cosa non mi disturba perché infondo io un po’ nonna mi ci sono sempre sentita e piano piano sento di calarmi sempre di più nella mia parte. Tuttavia tengo ad essere me stessa al meglio, per questo ho deciso quest’anno di ripropormi ben 25 buoni propositi che con molta probabilità ho intenzione di aumentare di uno ogni anno andando di pari passo con gli anni.

Senza perdersi in chiacchiere, iniziamo che 25 è un numero importante…

01. Bere, bere, bere… BERE! senza ovviamente considerare i tea perché altrimenti supererei di gran lunga i litri di acqua consigliati giornalmente. No, piuttosto cercherò di bere più acqua possibile

02. Fare attività fisica in maniera costante ; le ore di equitazione non valgono e neanche andare a comprare una nuova tuta o un nuovo tappetino per fare yoga. Questo anno dovrò trovare un modo per fare in maniera costante senza scuse.

03. Leggere un libro al mese

04. Struccarmi ogni sera anche quando sono stanchissima

05. Andare a letto prima delle 22.30, eccetto quando devo studiare ma non superare le 24.00

06. Svegliarsi di conseguenza prima delle 08.00 anche quando non ho in programma niente

07. Darsi una mossa con l’Uni (questo è più facile da scriversi che da farsi per davvero!)

08. Tenere in maniera costante un quaderno/diario cercando di annotare tutto quello che mi passa per le mente e ovviamente cercare di fare un po’ di meditazione

09. Evitare ogni tipo di paragone distruttivo e cercare di costruirne sempre di più costruttivi

10. Mantenere la calma anche nei giorni no ed essere il più educata possibile. È difatti un mio grande problema, proprio quello di risultare MOLTO scontrosa nei miei momenti di massima tensione.

11. Finire il puzzle di mille pezzi che comprai non mi ricordo neanche quando…

12. Finire di leggere tutti i romanzi di Agatha Christie riguardanti Poirot … e non solo

13. Impegnarmi il più possibile a cavallo e studiare di più ( per Ale questo dovrebbe essere il numero 1 !!! )

15. Imparare ad esser disinvolta in cucina sempre di più

16. Mantenersi sempre aggiornata su ciò che succede al mondo comprando giornali e aggiornati siti internet

17. Non comprare più due borse Longchamp durante L’INTERO ANNO, ma è concesso il borsello

19. Non buttare cose che potrebbero risultare utili durante uno dei miei momenti “puliamo tutto e rigeneriamo la stanza”

20. Trovare un modo per risolvere il mio problema occhiaie

21. Mettere silenzioso il telefono un’ora prima di andare a letto e prepararsi per la notte

22. Scrivere più lettere

23. La regola è “less is more” , perciò priorizzare l’utilità e la qualità piuttosto che la quantità

24. provare più tea possibili e selezionare quelli migliori (se avete consigli, scrivetemi!☟)

25. Vivere, non sopravvivere.

In realtà l’unico grande proposito sarà quello di portare a termine anche solo uno dei venticinque buoni propositi visto che sono pessima nel fare queste cose ma vedremo che combino.

 

E voi quali propositi avete? 

Qualsiasi siano i vostri nuovi propositi, qualsiasi siano le vostre aspirazioni, sogni o traguardi vi auguro di trovare la forza per mettercela tutta.

 

Spero possiate affrontare un

INTREPIDO 2018

 

EQUINMAS

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Bene bene, eccomi qui di nuovo anche se avevo già fatto un post augurandovi buon Natale ma mi mancava scrivere e quindi ho pensato sarebbe stato carino scambiarsi quattro chiacchiere. Sinceramente non ho neanche io ben in testa cosa scrivere e a pensarci forse il titolo del post non sarà appropriato; in ogni caso questo è quanto:

Questo fine settimana sono stata dai miei nonni dove ho decorato casa facendo l’albero di natale ( per chi mi segue lo avrà di certo visto sulle Instagram Storie) e per andare a vedere le gare di Alessio. Al momento sta uscendo un con cavallo di nome Carletto, per gli intimi il Prof. , un sauro di ben 19 anni che di Gran Premi ne ha fatti anche troppi e si meriterebbe la pensione ma è di cuore e si fa portare in gara da Ale con l’obiettivo di fargli conseguire il primo grado. Santo Prof ! Le gare fortunatamente sono andate bene ed Ale era piuttosto soddisfatto anche se decisamente molto stanco dagli intensi ritmi che la vita da equestrian impone come la maledetta sveglia delle 05.30 am.

Tornata a casa da poche ore, già mi sto organizzando per gli esami che avrò a nuovo anno ( un po’ troppi probabilmente ma speriamo di riuscire al meglio) e soprattutto per cercare di fare due conti su ciò che mi serve/ciò che vorrei comprare. Ad occhio e croce, probabilmente avrò un budget per farci circa 1/5 di quello che ho messo in lista: tipico di me puntare troppo in alto e dovermi poi miseramente accontentarmi ! A voi non capita mai?

Per chi se lo stesse chiedendo, anche un po’ scocciato, sto lavorando al post per il cappellino di lana e vi prometto che ci sarà anche quello prima o poi, abbiate pazienza e  lo avrete! I programmi per i giorni a cavallo tra Natale e Capodanno saranno dediti proprio allo studio e al post sul lavoro a maglia.

Con Ale abbiamo progettato un capodanno semplice proprio lì a Cortona ma ancora devo capire bene dove mangeremo e soprattutto cosa mi conviene indossare in base al luogo; mi sono imposta solo una regola: SUPER COZY perché considerando il freddo che ha fatto in questi giorni, si prospetta un capodanno a meno zero! Voi che farete?

A forza di scrivere mi è venuto in mente che potrei iniziare una serie di post chiamati per l’appunto ‘cup of tea’ , nei quali vi aggiorno di ciò che mi accade in modo che anche voi possiate prima leggerlo bevendovi una bella tazza di tea e infine se volete rispondermi, commentare o chiedere qualcosa. Che ne pensate?

Ultima cosa ma forse la più importante, riguarda proprio voi: il mio piccolo e grazioso pubblico composto da amiche, amici, Alessio e molti pochi altri che sebbene forse non conosco di persona, mi sono allo stesso modo molto cari; mi piacerebbe, se fosse possibile avere una vostra opinione riguardo al blog, un piccolo pensiero, una critica costruttiva…  non so, anche solo un semplice saluto per conoscerci ma soprattutto per capire se quello che sto facendo in qualche modo arriva a qualcuno.

È possibile, sempre che lo vogliate, seguire il blog attraverso l’iscrizione che trovate sul lato a destra scorrendo verso il basso; niente stalking solo un’email di avviso tutte le volte che scrivo un nuovo post!

Vi lascio inoltre un riepilogo dei post natalizi, se vi andasse di darci un’occhiata:

 

A presto !

☞ LE BUONE MANIERE A TAVOLA

Le feste si stanno avvicinando e anche i pranzi e le cene che il giro vita aspetta impaziente dalla Pasqua dell’anno scorso … per quelle magre, per me in realtà viene appagato tutto l’anno !!!

Devo confessare che a discapito di tutto e di tutti non sono un’ amante delle feste perché il chiacchiericcio, la musica e la moltitudine di persone che mi circondano mi creano un forte disagio e più che socializzare ed esser parte del momento tendo a chiudermi in me stessa in un religioso silenzio sentendomi totalmente fuori luogo.

La nostra tuttavia è sempre stata una piccola famiglia, al contrario di quella di Alessio per esempio, che quando ci riuniamo con loro gli intimi sono solo 70. Si non avete letto male, gli intimi sono solo 70 !!! E se vi state chiedendo come io faccia a mantenere un comportamento idoneo la risposta è che vado semplicemente alle feste più importanti per il momento boicottando di sana pianta compleanni e feste non strettamente necessari… possibile in un futuro riesca a scappare anche a quelle! ( Shhh, che non scappi detto con la mamma di Ale anche se ormai ha imparato a conoscermi ♥)

Ogni cosa ha però il suo lato positivo e allora se quello che a tutti piace delle feste è effettivamente il goderle a me piace invece preparare: apparecchiare, decorare, cucinare… Insomma a me piace come sempre stare “dietro le quinte”. Di recente poi ho trovato su Pinterest questa fantastica immagine che spiegava in maniera abbastanza completa ma per niente noiosa quelle regole di good manners da tenere una volta seduti e come poter imbandire la tavola cosi ho deciso di condividerla.


Bon Ton


Come avete potuto vedere, l’immagine è delle più esaurienti ma una cosa di cui non fa menzione è come disporre in maniere più precisa il tovagliolo ma a questo posso provvedere io stessa considerando che è una delle poche cose che so già di mio.

Il tovagliolo si ripone:

  • sopra il piatto per una cena di gala ( di fatti io non l’ho mai visto davanti a un mio piatto!)
  • a destra del piatto per un pranzo/cena normali
  • a sinistra del piatto se i commensali si siedono a tavola dopo che l’antipasto è stato servito

E infine ma non di meno importanza, sarebbe opportuno sapere anche come disporre i propri invitati a tavola in modo che tutti siano contenti:

  • a capo tavola, da entrambi i lati del tavolo vanno i padroni di casa
  • subito accanto ai padroni di casa, da entrambi i lati, vanno a sedere le persone più importanti. o considerati tali
  • nel mezzo i restanti invita stando attenti ovviamente ad eventuali simpatico/ antipatie

Ed ora tutti a tavola!

QUEL FILO DI SETA TRA BUONE E CATTIVE MANIERE

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Ultimamente, parlando al telefono con Alessio, mi è capitato di riflettere su alcuni aspetti delle nostre generazioni e di alcuni atteggiamenti delle persone in generale. Alcuni aspetti poco condivisi ma che spesso abbiamo avuto modo di incontrare e che ancora più spesso ci siamo trovati a rimproverarci a vicenda; aspetti apparentemente normali che potrebbero fare di te anche una persona interessante ma che in realtà denotano solo una maleducazione, intesa come una mancanza di educazione e di tutto ciò che questa porta alla persona che ne possiede. Per spiegarmi meglio sono atteggiamenti che un vecchio inglese definirebbe bad manners ma che a quanto pare al giorno d’oggi sono cosi radicati che vendono anche definiti in.

Prima di elencare i vari atteggiamenti che abbiamo considerato, devo mettermi in prima fila ed ammettere che durante la conversazione era più Alessio che mi faceva notare quanti atteggiamenti sbagliati io possa usare più che lui e che quindi questo è un po’ una riflessione messa a disposizione di tutti ma che non vuole puntare il dito contro nessuno.

  1. Usare costantemente il telefono a tavola e persino lasciarlo posato sul tavolo; neanche dirlo apposta ecco la prima cosa che anche io faccio. Purtroppo è decisamente poco, molto poco, pochissimo educato tenere il telefono sul tavolo mentre condividiamo un pasto con qualcuno che sia cena, pranzo o anche solo una semplice colazione tra amici. Oggi giorno sembra esser diventata una routine: ti arriva un sms e senza neanche scusarti con la persona che hai davanti, rispondi o lo prendi di tua iniziativa, fai foto e apri uno dei tantissimi social mentre la persona che hai davanti ti sta parlando. Ho imparato a mie spese a limitarmi, difatti Alessio ebbe la brillante idea di mollarmi da sola una sera durante i primi tempi che stavamo insieme perché a suo parere stavo troppo al telefono. Inizialmente brontolavo e non capivo, poi sforzandomi di non esserne cosi dipendente, almeno in sua presenza, ho capito anche io quanto fossi eccessiva e noto con dispiacere quante persone facciano tutt’ora il mio stesso sbaglio. Se vuoi rispondere a un sms perché pensi sia importante, sarebbe educato avvertire la persona che hai davanti, se vuoi fare una foto allo stesso modo sarebbe gentile chiedere se puoi farlo.
  2. Essere in ritardo;  e qui pecca Alessio… È spesso in ritardo anche se dopo varie mie sfuriate cerca di esser il più puntuale possibile. Essere puntuali è una forma di rispetto ed essere dei ritardatari cronici non fa di te una persona più cool che ha tante cose da fare per i mille fantastici impegni; fa di te una persona maleducata e basta.
  3. Presentarsi con un abbigliamento non consolo alla situazione; credo che a nessuno di noi venga in mente di entrare in una chiesa in costume o in un supermercato, cosi dovrebbe anche essere negli altri luoghi pubblici. Se esci una sera con la tua ragazza/o evita di uscirci in tuta perché, aldilà dello stile che ognuno possa avere da quello elegante a quello più sportivo o casual, in tuta ci si esce solo per entrare poi in una palestra o per restarsene a casa. Lo stesso vale anche per quei fantastici completi a pigiama che vanno molto al momento; non importa se Chiara Ferragni ne ha fatto un must have, il fatto che qualcosa possa andare di moda non significa che possa definirsi di buon costume. Di cose di cattivo gusto da non indossare ce ne sarebbero a bizzeffe ma purtroppo nei negozi si vendono ancora calze color carne e quindi non possiamo proprio fare affidamento su quello che ci viene proposto ma solo dal nostro buon senso.
  4. Non dare del “lei” / non voler farsi dare del “lei” ; questa è davvero un aspetto della nostra società che entrambi non concepiamo davvero. Le persone dovrebbero capire che farsi dare del “lei” non è un sinonimo di esser vecchi anche perché che lo si voglia o meno il tempo scorre per tutti e il ciclo della vita come inizia, finisce anche. Il non accettare poi che una persona più piccola di te ti rispetti – perché è questo che si tratta… rispetto – e si riconosca in maniera positiva inferire a te tanto da darti del “lei”, è un segno di grande immaturità e maleducazione. A 30 anni, se un bambino di 12 ti da del “lei” non si dovrebbe spalancare gli occhi esclamando: << ma non sono mica cosi vecchio io… >> perché non si è fighi, si è ridicoli. Non rendersi conto della nostra età, della nostra persona o del nostro aspetto è un atteggiamento molto comune nella nostra società ma è solo l’evidente riprova di quanto le nostre generazioni facciano fatica a crescere e a maturare. Grande, adulto, maturo non sono brutte parole ma pensare di avere 19 anni quando ne si ha 30 passati è da sciocchi. Il problema sorge anche quando si ha fatica a dare del “lei”; beh siamo sempre li con il conto: dare del “lei” non è sinonimo di offendere nessuno e riuscire a capire quale sono i contensti e le persone con cui usarlo è segno d’intelligenza. Non possiamo avere l’arroganza di pensare che tutti siano al nostro livello, che tutti siano nostri coetanei. Come in famiglia anche fuori ci sono dei ruoli e accettare il fatto che una persona possa avere in un certo contesto, un ruolo superiore al tuo, è giusto.
  5. La spasmodica ricerca di essere originali; avere un proprio stile e non seguire alla cieca tutte le mode del momento crediamo sia cosa buona e giusta ma abbiamo notato che al giorno d’oggi è presente un’estenuare ricerca al voler apparire ad ogni costo originali e persone di nicchia. Noi crediamo che l’eccesso rovini sempre tutto e che preservare un po’ di semplicità, pur rimanendo noi stessi, sia la cosa più originale che ognuno di noi possa fare.
  6. Avere sempre un’opinione riguardo a tutto; Socrate nella sua vita disse – o per lo meno così si tramanda – due frasi che potrebbero riassumere il tutto:  “In due soli casi una persona dovrebbe poter avere l’ardire di aprire bocca e parlare: quando ne si sa abbastanza sull’argomento trattato o quando è stata interpellata” e per confermare la prima parte della frase appena scritta, aggiungeva: “so di non sapere” . Oggi giorno invece tutti siamo laureati in tuttologia ben pompati poi da questi programmi televisivi giornalieri che trattano di tutto e niente proponendo critici di non si sa bene cosa. In realtà nessuno riflette sul fatto di una cosa che impari ai tempi del liceo grazie alla mia insegnante di italiano: il sapere non è una cosa che si dice ma una cosa che si dimostra. Mi spiego meglio: al liceo un mio compagno di classe durante l’analisi di Leopardi apostrofò un timido “secondo me…” La mia insegnante a quel punto lo fermò di colpo: “secondo te, no! Se non sei uno studioso di Leopardi, con tanto di laurea e specializzazione; se non sei un laureato in lettere e tutto ciò che possa servirti per proporre una tua opinione, quindi semplicemente non farlo.”  Il fatto che l’edicolante sotto casa sia un appassionato di Petrarca non fa di lui un suo critico, ma semplicemente un amante della letteratura con una predilezione per Petrarca. Altro esempio ancora: il fatto che tua zia possa avere interesse per l’omeopatia, non le dà il diritto di controbattere con la scelta di un medico sulla prescrizione di un farmaco da un altro. Studiare, ricercare, avere delle capacità e averne la certificazione fanno di te una persona con una cultura per poter mettere parola in certi argomenti ma non si può avere l’arroganza di sapere tutto su tutto o peggio ancora di avere l’ardire di dire la propria opinione campata su una sensazione di pancia.
  7. Lamentarsi; in realtà crediamo che sia davvero una delle cose che fa tendenza ormai da non sappiamo quanto ma mai quanto al giorno d’oggi è andata cosi tanto di moda. Ognuno di noi pensa di avere sempre problemi più grandi del prossimo e il passatempo migliore è quello di non fare altro che sottolinearlo. Sembra tu sia un alieno quanto semplicemente rispondi con un sincero: ” va tutto bene “. Ognuno di noi ha qualcosa che vorrebbe migliorare nella propria vita e spesso ci troviamo di fronte a situazioni davvero difficili e poco felici ma forse sarebbe meglio mettersi d’impegno per cambiare ciò che non ci piace invece di fare i drama Queen. Se la smettessimo di fare sempre una tragedia per tutto forse le nostre società sarebbero un po’ meno stressate, un po’ meno isteriche, un po’ più gentili e perché no, anche un po’ più educate.

Questo è quello su cui abbiamo riflettuto, sappiamo di non poterci escludere dall’elenco ma speriamo di poterci migliorare sempre di più. E voi? Avete notato atteggiamenti poco educati o semplicemente di cattivo gusto? Non condividete?

IN “ON MY DREAM” AGAIN

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Non è stato mai detto ma il vero nome di Dream, o per meglio dire il nome intero è ” On My Dream” per questo il gioco di parole all’inizio.

Questo fine settimana io ero dai miei nonni a Cortona, in provincia d’Arezzo e quindi con Alessio ne abbiamo approfittato per fare un giro a Siena ma soprattutto per farmi vedere Dream. Come si può benissimo vedere anche dalla foto, Dream sta alla grande! Solitamente Ale la lavora nel tardo pomeriggio e ogni giorno dopo il lavoro e la doccia, passa il fine serata in un paddock molto molto grande a sbizzarrirsi e a mangia l’erba prima di rientrare nel box; quest’ultimo è in legno e fortunatamente posto per la maggior parte del giorno all’ombra.

Il maneggio in cui si trova al momento è molto grande con bei campi da lavoro e altrettanti paddock per il riposo, si trova in mezzo alla campagna senese e la Dream si sta godendo il suo soggiorno proprio come un turista straniero in villeggiatura.

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Siena è infine una delle città storiche più belle della Toscana, fateci quindi un salto anche se siete solo di passaggi… ne varrà la pena!

I FRATELLI WHITAKER

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John and Micheal Whitaker

Per chi ama i cavalli e il loro mondo, loro sono leggende.

I fratelli Whitaker sono nel mondo dell’equitazione e in particolare nel salto ostacoli una vera e propria istituzione e nessuno può dire il contrario. Recentemente ho letto una loro intervista in un noto giornale equestre, il The Horse Rider’s Journal che vorrei condividere con voi: articolo in questione.

La cosa che più mi ha sorpreso è la loro serietà e determinazione, la mancanza di arroganza ma la più totale presa di coscienza sia di chi sono individualmente sia di cosa rappresentano insieme.

Credo che in generale dagli inglese si possa imparare ancora molto per quanto riguarda il cavallo e non mi sto riferendo alla tecnica, all’assetto ect… mi riferisco al magico modo in cui loro si approcciano con l’animale e con quanta cura e metodo ci sia non solo nel loro lavoro ma anche nella loro vita quotidiana.

Vi lascio all’articolo, buona lettura !